Per le donne incinte non esiste un vero e proprio bonus, ma una serie di agevolazioni utili ad abbattere qualche spesa.

Durante la gravidanza è possibile accedere ad una serie di bonus. Nonostante, non esista più il bonus mamma da 800 euro a causa dell’introduzione dell’assegno unico e universale completo delle prestazioni per il sostegno, esistono altri tipi di agevolazioni.

Di fatto, dopo l’addio al premio nascita Inps sono rimasti alcuni bonus utili a fronteggiare le spese sostenute in questo periodo.

Gravidanza 2022: assegno unico e universale

Per le donne incinte è stato introdotto l’assegno unico universale per i figli. Questo strumento viene riconosciuto già dal 7° mese di gravidanza fino al compimento del 21 esimo anno di età del figlio.

Alle donne incinte, dunque, a seconda della data del parto, spettano fino a 3 mensilità di assegno unico per il quale però si potrà fare domanda solo successivamente, quindi alla nascita del figlio. Al pagamento della prima mensilità, dunque a parto avvenuto, verranno accreditate anche le mensilità maturate durante la gravidanza.

L’importo spettante viene calcolato in base all’Isee in vigore al momento della domanda di assegno unico.

Donne disoccupate e bonus gravidanza

Le donne prive di copertura previdenziale obbligatoria possono richiedere un bonus gravidanza al comune di residenza.

Infatti, una donna incinta e disoccupata, con un Isee inferiore a 17.747,58 euro, ha diritto a un sostegno di 354,74 euro per cinque mensilità, per un totale dunque di 1.773,65 euro erogati in un’unica soluzione.

La domanda per poter accedere al bonus deve essere inoltrata al comune, ma solo successivamente al parto. Da quella data c’è tempo 6 mesi per presentare la domanda

Agevolazioni fiscali per donne in gravidanza

Non solo bonus, ma esistono anche delle agevolazioni fiscali per le donne in gravidanza. Ad esempio, esiste possibilità di ottenere un rimborso sulle spese mediche.

Nel dettaglio, in sede di dichiarazione dei redditi, è possibile portare in detrazione, i costi sostenuti per le spese mediche effettuate nell’anno precedente, nella misura del 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Si può poi usufruire della detrazione solo per la parte di spesa che ha trovato spazio nell’Irpef dovuta dalla donna incinta e nel limite massimo di 6.197,48 euro per anno.

Pubblicità

Pubblicità