Le crisi evidenziano la fine di una fase storica, di un sistema politico ed economico, ma aprono anche a straordinarie mutamenti, trasformazioni ed innovazioni. Il Covid, costringendo milioni di lavoratori e imprenditori a bloccare le loro attività, assieme ai suoi dannosi strascichi, fa ovviamente parte di questa dinamica.

In quest’ottica, una visione di un economista inglese prevede una società dal lavoro sempre più scarso a causa della progressiva introduzione dell’intelligenza artificiale e quindi di una sostituzione uomo-macchina più veloce. Una visione che riaccende nuovamente il dibattito sull’utilità del reddito universale, che con l’attuale situazione e in uno scenario di recessione globale, sta venendo rivalutato come un potenziale strumento per consentire di incentivare i consumi.

Il Reddito Universale

Un reddito universale in questo momento, diverso dal reddito di cittadinanza, potrebbe rappresentare per molti un piccolo reddito sicuro e duraturo. Infatti, mentre il reddito di cittadinanza è mirato solo ad una certa categoria di persone, quello universale permetterebbe un’erogazione monetaria permanente distribuita a tutte le persone dotate di cittadinanza e di residenza, cumulabile con altri redditi, indipendentemente dall’attività lavorativa svolta.

La necessità e l’utilità di questo strumento lo raccontano migliaia di cittadini europei che lo scorso settembre hanno lanciato una raccolta firme, “ Iniziativa dei Cittadini Europei” per portare il dibattito alla Commissione UE.

Il Commissario Europeo alla concorrenza, Margrethe Vestager appoggia la soluzione del reddito universale, spiegando che potrebbe aiutare nella redistribuzione economica. Inoltre, con un reddito di base “le persone potrebbero svolgere forme di lavoro utile e necessarie come, la cura per l’ambiente ed il volontariato”.

La situazione in Italia

In Italia, per ora, la reazione del Governo è stata quella di preservare solo il lavoro dei salariati e non di tutti, in Paesi come Stati Uniti e Spagna testi simili al Reddito Universale sono già stati approvati.

Siamo in un momento di trasformazione che potrà dare vita a nuove politiche, magari progressiste e rivoluzionarie, e l’Italia trovandosi in un momento di trasformazione avrebbe l’opportunità di dare vita a nuove e più innovative politiche sociali.
Tuttavia, nonostante i diversi punti di vista, questo genere di misura è altamente complessa da realizzare non solo per esigenze economiche di base, ma anche per la necessità di una burocrazia più forte e fluida.

La sperimentazione in Germania

La Germania ha annunciato uno studio triennale sul reddito universale per capire se una misure di questo tipo possa influire positivamente sull’economia nazionale e sul benessere dei beneficiari.
Il progetto pilota, gestito da una start up con sede a Berlino e dall’Istituto tedesco per la ricerca economica, prevede di assegnare a 120 persone una somma mensile di 1.200 euro per la durata di 3 anni.
L’esperienza dei beneficiari sarà poi paragonata con quella di altre 1.300 persone che non hanno ricevuto nessun aiuto economico.
I ricercatori sceglieranno le 120 persone in maniera assolutamente casuale tra oltre 20 mila candidature ricevute.
L’esperimento potrebbe mettere fine ai vari dibattiti sull’utilità del reddito universale, sostituendo le filosofie con la conoscenza empirica.

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