Aumentano le aliquote per la formazione del personale dipendente finalizzata alle competenze tecnologiche.

Il Decreto Aiuti ha introdotto misure per potenziare gli investimenti delle imprese. Tra i vari interventi, è stato rafforzato il bonus formazione 4.0 per le Pmi.

Bonus formazione 4.0 per le Pmi

In particolare, è destinato alle imprese per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate al consolidamento o all’acquisizione delle competenze nelle tecnologie, determinanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

Il credito d’imposta destinato alla formazione 4.0 è un beneficio fiscale ottenibile automaticamente nel caso in cui un’azienda investa in attività formative a beneficio dei propri dipendenti su materie a carattere tecnologico e digitale.

La formazione può essere sia interna che esterna, ma in questo caso il formatore esterno dovrà essere un soggetto accreditato. In alternativa, è possibile effettuare una formazione in affiancamento tra un esterno e un soggetto interno, in qualità di tutor.

Condizioni per accedere all’agevolazioni

Ai fini dell’accesso all’agevolazione, è necessario rispettare alcune condizioni:

  • Le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con decreto del ministro dello Sviluppo economico;
  • I risultati relativi consolidamento o all’acquisizione delle competenze devono essere certificate secondo le modalità stabilite dal decreto.

I soggetti beneficiari del credito di imposta formazione 4.0

L’accesso al credito di imposta formazione 4.0 è rivolto a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dal settore economico di appartenenza, dalla natura giuridica, dal regime contabile, dalla dimensione, e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Nonostante la platea dei beneficiari sia piuttosto ampia di seguito alcune categorie di imprese escluse:

  • Imprese in stato di liquidazione volontaria;
  • Fallimento;
  • Aziende in liquidazione coatta amministrativa;
  • Aziende in concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • Imprese con altra procedura concorsuale.

Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive 

Ovviamente, la fruizione del beneficio è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori dipenenti.

Le attività di formazione ammissibili

Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze e conoscenze nelle seguenti tecnologie 4.0:

  • Big data e analisi dei dati;
  • Cyber security;
  • Prototipazione rapida;
  • Cloud e fog computing;
  • Interfaccia uomo macchina;
  • Simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • Integrazione digitale dei processi aziendali;
  • Sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata ;
  • Robotica avanzata e collaborativa;
  • Internet delle cose e delle macchine.

Come è stato rafforzato il bonus

Le modifiche apportate dal decreto Aiuti portano un incremento delle aliquote per il credito d’imposta per le Pmi.

Non solo, viene ampliata la platea dei costi ammissibili, comprendendo le spese dei formatori e dei servizi di consulenza connessi alla formazione, le spese generali indirette e i costi di esercizio.

Nel dettaglio, le nuove aliquote del credito d’imposta previste per gli investimenti in formazione 4.0, sono così aumentate:

  •  Dal 40% al 50% delle spese ammissibili per le medie imprese nel limite massimo annuale di 250mila euro.
  • Dal 50% al 70% delle spese ammissibili per le piccole imprese nel limite massimo annuale di 300mila euro.

Come già detto, tutto questo è possibile con la sola condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del ministero dello Sviluppo economico e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle competenze siano certificati secondo le modalità stabilite 

Infine, per le grandi imprese il decreto Aiuti non ha modificato l’aliquota agevolativa, pari al 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro.

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