Scatta l’introduzione di una garanzia per gli stranieri extra Ue che aprono Partita Iva in Italia.

Oltre a misure per le famiglie, la legge di bilancio 2023 inserisce alcune regole per i soggetti extra Ue che decidono di aprire Partita Iva in Italia.

Le novità per poter aprire partita Iva in Italia per gli stranieri Extra Ue

La manovra finanziaria introduce così un nuovo obbligo che punta a frenare la pratica dell’attivazione di attività considerate “apri e chiudi” intestate a soggetti stranieri, molte volte nullatenenti o introvabili.

Per questo, gli stranieri extra Ue che decidono di aprire una partita Iva in Italia, dovranno obbligatoriamente presentare una garanzia fideiussoria assicurativa o bancaria, nel caso in cui le verifiche riguardo la potenziale solvibilità diano esito negativo.

Stando a quanto stabilito quindi, nel caso in cui l’istruttoria non di esito positivo, scatterà la chiusura d’ufficio della Partita Iva interessata.

Partite Iva per stranieri in Italia, come funziona ora

I controlli scatteranno nei confronti delle nuove Partite iva aperte da persone fisiche o soggetti diversi dalle persone fisiche con cittadinanza in uno Stato estero, ma non appartenente all’UE.

Se al momento dell’apertura, l’istruttoria dovesse dare esito negativo, verrà richiesta una fideiussione di 10/20mila euro. Successivamente, la riapertura potrà avvenire soltanto dopo la presentazione della garanzia richiesta.

Obiettivo del Governo

In tal senso, la scelta del Governo punta a contrastare l’evasione fiscale, frenando la concorrenza sleale.

Questo è quanto dichiarato da Giorgia Meloni, rispetto al fenomeno della concorrenza sleale e dell’abusivismo nei settori di turismo, commercio, manifattura e servizi.

Si parla quindi, di un decisivo giro di vite volto a smascherare le attività fasulle intestate a soggetti irrintracciabili o nullatenenti che aprono partita IVA senza versare imposte e contributi.

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