Il tema della sostenibilità ambientale è sempre più attuale, tanto da evidenziare l’importanza della logistica inversa per le imprese.

Cos’è la logistica inversa

La logistica inversa, si occupa di risalire all’indietro nella catena produttiva di un prodotto o di un sistema allo scopo di trarre valore.

La logistica inversa si differenza da quella diretta perché cerca di scoprire come recuperare valore risalendo al principio del sistema, invece di focalizzarsi sul rendere sempre disponibile una risorsa.

Questo significa che la logistica inversa si concentra sulla gestione degli scarti, dei resi e quindi del magazzino di un’azienda.

L’importanza della logistica inversa

Riuscire a gestire la logistica inversa per un’azienda, significa sviluppare un punto di forza molto importante perché cerca di ottenere vantaggio dalla dimissione o dalla resa di un oggetto, invece che seguire il meccanismo dello “smaltimento incontrollato”.

Infatti, un’impresa capace di recuperare i propri prodotti, di scarto o meno, immettendoli nuovamente nel ciclo produttivo, porta ad un miglioramento del proprio conto economico grazie al ritorno di valore dettato dalla  logistica inversa.

Inoltre, anche da un punto di vista concorrenziale, se un’azienda riesce a recuperare valore dai prodotti resi o dismessi, avrà una possibilità in più di migliorare la sua posizione rispetto a quella dei concorrenti.

Non solo, negli ultimi anni l’importanza della logistica inversa è cresciuta insieme alle tematiche ambientali e alle diverse normative a tutela dell’ambiente, fino diventare un punto strategico dell’azienda.

I vantaggi della logistica inversa

Le aziende che sviluppano e applicano la logistica di ritorno al loro sistema di produzione possono godere di numerosi vantaggi, tra i quali:

  • Creare spazio per nuove vendite;
  • Proteggere gli utili;
  • Migliorare gli asset concorrenziali;
  • Recuperare valore dai resi e dai prodotti a fine vita;
  • Possibilità di recuperare beni di valore.

Insomma per un’azienda, creare un bene di valore recuperato in parte o in toto da beni da smaltire, si traduce di fatto un bene prodotto a costo zero e quindi in grado di migliorare significativamente i profitti dell’impresa, rispettando la normative  sulla sostenibilità ambientale.

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