L’economia circolare in ambito di sostenibilità come alternativa al modello economico lineare.

Uno degli obiettivi che si sta perseguendo per contrastare i cambiamenti climatici è quello di sostituire l’attuale modello di economia linea dell’era industriale, con l’economia circolare.

Economia circolare, cos’è

Si tratta, di un modello di produzione e consumo che implica dei punti ben precisi: riutilizzo, condivisione riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

Un sistema quindi, in grado di autorigenerarsi con risorse finite fino a procedere all’infinito. Tutto questo, ovviamente porta all’ estensione del ciclo di vita dei prodotti, con produzione minima di rifiuti.

Una volta che il prodotto ha completamente finito la sua funziona, quando possibile, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, nel ciclo economico. E da qui inizia un nuovo ciclo produttivo.

I benefici collettivi dell’economia circolare

L’economia circolare punta a conservare nel tempo il valore il valore di servizi e prodotti. Al momento la transizione, verso un’economia circolare è un una meta con data 2050, ma può portare numerosi vantaggi.

A partire dalla  riduzione della pressione sull’ambiente e l’ottimizzazione della disponibilità di materie prime. Con questo sistema i consumatori potranno avere a disposizione prodotti più durevoli, innovativi, che consentono un risparmio economico.

Non solo alla persona e all’ambiente, ma i vantaggi dell’economia circolare riguardano anche le imprese di ogni dimensione possono infatti creare valore circolare con:  Il ricorso a energie o risorse rinnovabili per i processi produttiv

  • La progettazione di prodotti in ottica di recupero e riutilizzo delle singole parti alla fine del ciclo di vita
  • Approvvigionarsi con materiali riutilizzabili, di recupero o riciclati
  • Ottimizzare il consumo di risorse nel ciclo produttivo, valorizzando gli scarti
  •  Creare programmi per recuperare i prodotti dal mercato attraverso la “logistica inversa” rigenerandoli  e reimmettendoli  in commercio.

I pilastri dell’energia circolare

L’economia per sopravvivere poggia su cinque pilastri fondamentali:
 

  1. Sharing economy – Condivisione di beni e proprietà: Si tratta di quel sistema in base alle necessità,  utilizza beni e servizi condivisi. Si tratta di un tipo di economia collaborativa che strizza l’occhio a processi di condivisione e scambio di oggetti, prodotti e servizi per evitare che questi rimangano inutilizzati, creando loro un nuovo processo di vita.
  1. Non produrre rifiuti :  Di per sé, l’economia circolare non dovrebbe avere rifiuti, perchè tutti i materiali possono trasformarsi in un nuovo prodotto. Per arrivare a questo è necessario avere un rapporto con i materiai diverso, ovvero sfruttarli meglio per consumarli meno.
  2. Sostenibilità: l’economia circolare  preferisce l’utilizzo di energie rinnovabili, come quelle provenienti da materiali ecosostenibili.
  3. Riciclo e riutilizzo: prodotti e materiali vengono considerati come beni con un riutilizzo circolare all’interno del proprio ciclo di vita. L’economia circolare infatti, promuove il riciclo e la preferenza di strategie che permettono di mantenere più a lungo il valore dei prodotti. La rigenerazione dei prodotti serve a favorire l’utilizzo ottimale dei materiali e la loro distribuzione, per rigenerarne il valore, tra le parti in causa.
  4. Prodotto come servizioleasing e affitto sono esempi base e concreti di questo principio.

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