Anche nel mese di ottobre il tasso di inflazione ha continuato a salire.

In particolare, per il quarto mese consecutivo l’ISTAT ha registrato una crescita più alta di quanto previsto in precedenza.

L’aumento del prezzo dei beni

L’impennata dell’inflazione è stata determinata dal rincaro dei beni energetici che contribuiscono all’aumento dell’inflazione per più di 2 punti percentuali

I prezzi a livello tendenziale sono passati da + 20,2% di settembre a + 24,9%, ma sono quelli della componente regolamentare ad essere schizzati da 34,3% a +42,3%, rispetto a quelli della non regolamentata.

Dati che hanno come diretta conseguenza anche un aumento del costo della vita. Infatti, oltre a crescere il prezzo del carburante e delle bollette di luce e gas, gli italiani devono fare i conti anche con il carrello della spesa.

Nel mese di ottobre, sono cresciuti i prezzi dei beni alimentari, ma soprattutto quelli ad alta frequenza di acquisto passati da +2,6% a +3,1% in un solo mese.

Il ritmo dell’inflazione preoccupa

Con la fotografia scattata dall’Istat, l’inflazione acquisita durante il 2021 è pari a +1,8%. Una crescita che preoccupa molto le associazioni dei consumatori che prevedono il rischio del blocco dei consumi.

Per questo motivo, si stanno chiedendo interventi urgenti al Governo, almeno per bloccare i rincari del carburante.

A fare eco anche Confesercenti che pronostica un effetto negativo sulla ripresa dei consumi, inevitabilmente più lenta rispetto a quella del PIL.

La Presidente, Patrizia de Luisa ha sottolineato come alla fine dell’anno il reddito medio delle famiglie sarà ancora inferiore di circa 512 euro rispetto ai livelli pre-crisi. Nel dettaglio la prudenza degli italiani ha portato una perdita dei consumi tra i 35 e i 40 miliardi annui.