Con la recente approvazione del nuovo Decreto aiuti bis, sono molte le misure in favore di famiglie ed aziende, ma quello che fa più parlare sono gli aumenti di stipendi e pensioni.

Decreto aiuti Bis

Il nuovo decreto punta ad attutire gli effetti di rincari di luce e gas in arrivo con le prossime bollette, attraverso l’accelerazione delle nuove misure contro il caro energia pari a quasi 8,4 miliardi di euro sui 17 miliardi complessivi.

Non solo, ma il decreto contiene anche molte misure a sostegno di imprese e famiglie, come il taglio del cuneo fiscale di 1,6 miliardi per i lavoratori dipendenti, anticipo del conguaglio delle pensioni per un costo di 2,4 miliardi, bonus energia e sconto nelle bollette, tassa sugli extragettiti realizzate dalle imprese energetiche, incremento del fondo per la realizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina, incremento di capitale di 1 miliardo per la gestione ex Ilva, estensione del bonus di 200 euro per i lavoratori dipendenti, introduzione della figura del prof ‘esperto’, a cui andranno 5.650 euro in più l’anno

Stipendi: di quanto saranno davvero gli aumenti

A partire da questo mese, fino a fine anno, Il taglio del cuneo fiscale sale dall’1 all’1,2%. Ai sindacati ancora non basta. Infatti, sulla base di una simulazione fatta dalla Uil gli aumenti di salari e pensioni per effetto del nuovo decreto aiuti sono “irrilevanti”.

Nelle scorse ore, il sindacato ha diffuso una simulazione usando come base di calcolo per i salari la decontribuzione dell’1% per redditi sino a 35 mila euro lordi, dimostrando che il «guadagno“ per i lavoratori dipendenti va da un minino di 36,92 ad un massimo di 161,52 euro in sei mesi.

Pensioni, l’aumento dopo il decreto aiuti bis

Per quanto riguarda invece la rivalutazione del 2% delle pensioni questa produce alle stesse, aumenti da 31,46 a 154,16 euro in più in tre mesi.

L’anticipo parziale della rivalutazione pari al 2% ( con un tetto massimo di 35 mila euro lordi l’anno) porta a un incremento medio degli assegni previdenziali di 19 euro lordi al mese, che diventano 57 nel trimestre nel caso di una media di 952 euro corrisposti dall’Inps. Si parla di fatto, di un aumento di circa 10 euro lordi al mese ogni 500 euro di pensione percepita.

Alla luce dei calcoli, i sindacati giudicano come completamente insufficiente la misura perché a seconda dei redditi aggiungerebbe solo da 1 a 6 euro in più al mese.

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