Con la pandemia è emersa l’esigenza di trovare una nuova organizzazione del lavoro che cercasse di riadattare l’esperienza, trasferendo fuori dalla sede operativa la maggior parte delle attività lavorative. Questo processo ha iniziato a delineare quello che oggi viene chiamato l’Hybrid workplace.

Cos’è l’Hybrid workplace

Nonostante sia una tendenza già iniziata da tempo, la pandemia è stata solo l’acceleratore che ha definito e sviluppato l’Hybrid workplace.

Si tratta quindi, di un meccanismo che punta a bilanciare la produttività e gli obiettivi aziendali, con le nuove esigenze dei dipendenti, sperimentando un nuovo equilibrio tra vita privata e attività lavorativa.

Di conseguenza l’Hybrid workplace combina le esigenze dell’attività aziendale con il lavoro da remoto e quello in ufficio.

In generale il lavoro ibrido cambia il generale punto di vista del lavoro, perché caratterizzato da un team ridotto in presenza, mentre la maggior parte della squadra gravita attorno alla realtà fisica dell’impresa dettata comunque da regole fisse.

I vantaggi di un ambiente di lavoro ibrido

Riuscire ad operare in hybrid workplace comporta dei notevoli vantaggi sia per l’azienda che per la vita del lavoratore:

  • Un ambiente di lavoro ibrido porta ad un notevole risparmio per l’azienda in termini di costi di gestione della struttura;
  • Una maggiore libertà per i dipendenti che si traduce in un lavoro più produttivo durante l’orario di attività;
  • La possibilità di utilizzare un bacino di professionisti con le necessarie qualifiche anche geograficamente distanti dalla sede di lavoro.

Lo spazio di lavoro si rinnova

Dal momento in cui cambiano di modelli di lavoro, cambiano anche gli spazi dove il lavoro prende forma. Con l’introduzione del lavoro ibrido si supera il concetto di scrivania come postazione fissa dove svolgere l’attività, e gli uffici della sede diventano sempre più spesso spazi virtuali che consentono di connettersi al team da remoto in qualsiasi momento e in qualsiasi posto.

Per creare un metodo di lavoro ibrido è quindi importante fornirsi di strumenti che consentano di mantenere i dipendenti e i clienti sempre connessi, ma anche di ottimizzare le prestazioni per mantenere livelli alti di produttività, come la possibilità di condividere e lavorare su documenti comuni, o raggiungere un archivio condiviso precedentemente digitalizzato.

I dati spingono verso la “nuova normalità”, l’Hybrid Workplace

Uno studio della School of management del Politecnico di Milano ha rilevato dati che dimostrano come la strada dell’attività lavorativa si sta spostando sempre di più verso l’ibrido.

In particolare, lo studio ha stimato che al termine dell’emergenza sanitaria, i lavoratori agili che continueranno a lavorare almeno in parte da remoto, saranno 5,35 milioni di cui 1,72 milioni nelle grandi imprese, 1,23 milioni nelle micro- imprese, 920 mila nelle PMI e 1,48 milioni nella Pubblica Amministrazione.

Inoltre, i dati riportano che per adattarsi alla “nuova normalità“, il 70% delle grandi imprese aumenterà del 70% le giornate di lavoro da remoto portandole a 2,7 giorni alla settimana. Anche nella Pubblica Amministrazione e nelle PMI sarà previsto un aumento di 48% dello smart working, arrivando a circa 2 giornate a settimana il lavoro da remoto.