Non solo il taglio del prezzo della benzina, ma l’ultimo decreto prevede anche un contributo in buoni per le aziende.

All’interno dell’ultimo decreto, oltre al calmieramento dei prezzi del carburante, è stata inserite un’interessate misura per i dipendenti delle aziende del settore privato. Si tratta di buoni esentasse fino a 200 euro, ovvero dei voucher che non concorrono alla formazione del reddito.

Il nuovo buono benzina

Un contributo per il carburante nei confronti delle aziende: 200 euro di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, che non concorrono alla formazione del reddito.

Sull’erogazione del bonus, anche se non sono ancora state definite le modalità, è possibile che le aziende si organizzino con i sindacati attraverso accordi che le regoleranno, ma è anche possibile che le imprese decidano di concedere il beneficio soggettivamente.

Modalità

La norma inserisce semplicemente i buoni benzina esenti IRPEF tra le prestazioni esentasse di welfare aziendale, previste dall’Articolo 51 del Testo unico imposte sui redditi. Quindi, non è previsto che alle imprese arrivino dei finanziamenti specifici per fornire i buoni ai dipendenti.

Condizioni

Il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati non concorre alla formazione del reddito solo se non viene superata la soglia di 258,23 euro. In questa condizione erano normalmente già compresi eventuali buoni benzina. Ora, con la nuova disposizione, i 200 euro si aggiungono alla franchigia, con il tetto massimo per il 2022 dei fringe benefit aziendali che sale a 458,23 euro.

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