Il problema dell’emergenza climatica, sta coinvolgendo il mondo intero non solo incidendo sull’intera economia, con effetti gravi sui bilanci mondiali ma anche in termini di qualità della vita, salute e sicurezza alimentare.

Un passo verso la strada dell’economia verde è stato fatto dal Great Green Wall, un progetto di riforestazione che punta a trasformare la vita di milioni di persone.

Great Green wall, cos’è

L’iniziativa punta a creare un muro di ottomila chilometri fatto di alberi e terreni di agricoltura sostenibile per fermare l’avanzata del deserto nella regione del Shael.

Il muro verde servirà per catturare 250 milioni di tonnellate di anidride carbonica e creare una nuova economia da 10 milioni di posti di lavoro.

La grande muraglia, pronta entro il 2030 sarà lunga 8000 chilometri e larga 15, tagliando orizzontalmente l’Africa: dal Senegal al Gibuti.

I lavoro per il grande muro fino ad ora, hanno permesso la realizzazione di 335 mila posti di lavoro con 90 milioni di dollari di ricavi l’anno.

Obiettivi

L’idea di arginare la desertificazione con opere di riqualificazione e bonifica di territorio, non vuole solo piantare degli alberi, ma anche integrare singoli progetti locali con caratteristiche misure che rendano di nuovo abitabili zone ormai disabitate.

A questo, si aggiungeranno progetti per rivitalizzare l’uso delle risorse del suolo, delle foreste, dell’acqua, la produzione agricola, ma anche l’integrazione di genere nello sviluppo.

L’emergenza climatica e l’economia verde

La Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile inserisce l’economia verde nell’agenda mondiale. Il progetto Great Green Wall diventa quindi un pezzo strategico attraverso cui liberare fondi internazionali per sostenere ed integrare i settori economici chiave in queste regioni.

Oltre a fermare l’avanzata del deserto e della siccità, l’ambiziosa iniziativa avrà azioni economiche indirette anche sui Paesi Occidentali.

Infatti, l’iniziativa non solo punta a risanare l’economia di un territorio sempre più esposto a povertà, conflitti, carestie, ma porterà a limitare sempre di più le migrazioni di massa che necessitano di conseguenti sostegni economici.