Due asset strategici per l’economia regionale quali l’enogastronomia e il turismo in azione sinergica per accorciare i tempi della ripresa alla riapertura delle libertà di spostamento tra regioni e tra nazioni.

Una serie di eventi che facendo leva su una tematica di grande attrazione quale l’abbinamento di produzione vitivinicola, cultura gastronomica e patrimonio storico-culturale, puntando a richiamare grandi flussi turistici in direzione Toscana e ponendo la regione al centro della scena dei maggiori player del mercato turistico europeo.

È un progetto a quattro mani tra A.Vi.To, l’associazione dei consorzi delle DOC toscane, e la Regione Toscana che cala la mano pesante per accelerare più velocemente possibile il ritorno a fatturati dei vari comparti coinvolti, su livelli precedenti alla pandemia.

È ormai assodato come il turismo enogastronomico sia uno dei driver di maggior forza per orientare la domanda turistica, sia a livello nazionale che, e soprattutto, a livello internazionale, con un peso tra le motivazioni di presenze turistiche complessive in Italia, prossimo al 25%.

Gli obiettivi del progetto:

Un investimento importante dal punto di vista finanziario, sostenuto in maniera paritetica dal settore privato al quale si affianca la finanza pubblica in una virtuosa azione comune per l’organizzazione di un grande evento centrale che prevede 50mila degustazioni in abbinamento a proposte tipiche della gastronomia regionale.

Il proposito – spiega il presidente di AViTo, Francesco Mazzei – è di far ripartire in maniera coesa la grande macchina enoturistica della Toscana con un grande evento rivolto ai winelovers e ai consumatori turistici che associano cultura e buona tavola, in calendario a fine maggio che faccia seguito alle Anteprime toscane”. Quest’ultimo appuntamento della stampa con le eccellenze del vino toscano, che tradizionalmente ha luogo nel mese di febbraio, è infatti stato fatto slittare in tarda primavera a causa dell’emergenza sanitaria

L’enoturismo – ha aggiunto la vicepresidente di AViTo e ideatrice del progetto allo studio, Donatella Cinelli Colombini – è un fenomeno in forte crescita in tutti i territori vitivinicoli del mondo e in questo frangente può rivelarsi il volano per riattivare flussi di visitatori, intensificando le possibilità commerciali dei nostri vini a livello nazionale e internazionale, dopo la battuta d’arresto dovuta all’emergenza sanitaria. Stiamo studiando – ha aggiunto – un evento dal format immediato e dalle ampie dimensioni per riaccendere i consumi non solo per il settore vinicolo ma anche in termini di hospitality, somministrazioni e shopping e che possa rivitalizzare l’economia turistica regionale e l’agroalimentare di qualità”

Un ottimo esempio di come si possa promuovere il territorio attraverso l’attivazione della “value net” abbracciando la filosofia dell’unione che fa la forza.