Dopo la decisione di una riforma del sistema previdenziale, si inizia a guardare lontana con l’ipotesi di una pensione di garanzia per per i giovani.

La proposta, ora in discussione, si pone come obiettivo quello di garantire un trattamento pensionistico adeguato alle giovani generazioni, considerando di valorizzare gratuitamente i periodi di formazione a fini previdenziali.

In cosa consiste la pensione di garanzia

L’ipotesi di una pensione di garanzia per i giovani e meno giovani, prevede quindi di incrementare il fondo previdenziale integrativo pubblico per garantire alle nuove generazioni con carriere discontinue, una copertura previdenziale dignitosa.

La proposta si basa su l’istituzione di un fondo pari a 2,94 miliardi di euro dal 2024, prevedendo che l’assegno pensionistico venga calcolato attraverso il sistema contributivo.

I possibili beneficiari

I beneficiari potrebbero essere tutte quelle persone nate dopo il 1970 che difficilmente potrebbero raggiungere i 20 anni di contributi prima dei 70 anni.

Rientrano quindi in questa categoria tutte le persone che nella maggior parte dei casi, svolgono lavori discontinui e precari che faticheranno a raggiungere gli attuali obbiettivi per la pensione.

In base a quanto è stato anticipato, l’assegno avrebbe un valore di circa 650 euro al mese che potrebbe aumentare aumentare di 30 euro per ciascun anno di lavoro in più.

Cosa comporterebbe la proposta

La proposta lanciata dalla Cgil darebbe poi una valorizzazione anche ad una parte dei periodi di fermo lavorativo per formazione, studio, maternità, compresi gli spostamenti dal una mansione all’altra.

Per la Cgil la pensione di garanzia non deve essere considerata un regale e neanche un sussidio e dovrebbe essere destinata solo a chi ne avrà realmente bisogno.

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