Con molta probabilità quota 100 in scadenza il 31 dicembre 2021, non sarà rinnovata.

Per questo ad oggi, sul tavolo si presenta l’ipotesi di quota 102 con la nuova riforma delle pensioni, ma anche la possibilità di andare in pensionamento con soltanto 15 anni contributivi.

Quindi, oltre all’opzione per lavori usuranti e al riscatto della laurea, esistono alte vie per andare in pensione prima.

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi

La possibilità di passare a vita da pensionato con soli 15 anni di contributi e 67 anni di età, sarà possibile per coloro che hanno iniziato a lavorare entro il 31 dicembre del 1995, grazie alla Legge Dini e alla Legge Amato.

Questo perché a quella data, il lavoratore rientra nel calcolo della pensione a regime misto, invece che a regime contributivo.

Chi accetta questa opzione sarà però, soggetto ad un ricalcolo dell’importo mensile dell’assegno pensionistico.

La penalizzazione sta nel fatto che l’assegno sarà calcolato interamente con il sistema contributivo, sconveniente visti i pochi anni di contributi rispetto al retributivo.

Pensione, guadagnare 5 anni con il contratto di espansione

Oltre alla Legge Dini e alla Legge Amato, esistono altre vie per andare in pensione, guadagnando cinque anni di lavoro.

Tra questi il contratto di espansione, introdotto con il Decreto Crescita per il biennio 2019-2020 e prorogato anche per quest’anno grazie alla Legge di Bilancio 2021.

Il contratto che, precedentemente poteva essere utilizzato solo dai lavoratori impiegati in aziende con almeno mille dipendenti, con il Decreto Sostegni Bis è stata prevista un’estensione della misura anche per le imprese più piccole abbassando la soglia a 100 dipendenti.

Si tratta quindi, di uno “ scivolo pensionistico” che permette di ricevere un assegno mensile di un importo calcolato in base alla situazione contributiva in cui ci si trova nel momento dell’abbandono lavorativo.

In questo caso, il contratto di espansione permette di mandare in pensione su base volontaria i lavoratori fino a 5 anni prima, rispetto ai requisiti ordinariamente richiesti.

Inoltre, il contratto permette ai dipendenti privi dei requisiti per accedere allo scivolo pensionistico, di beneficiare di una speciale cassa integrazione a costo zero per l’azienda, con riduzione massima dell’orario pari al 30%.

Assegno straordinario

Un’altra modalità per uscire 5 anni prima dal mondo del lavoro è l’assegno straordinario. Si tratta di una prestazione erogata a sostegno del reddito alle aziende che sono destinatarie dei fondi di solidarietà.

Questi assegni servono quindi per accompagnare i lavoratori alla pensione alla prima data utile, purché siano stati assunti con contratto a tempo indeterminato e maturino i requisiti necessari entro 5 o 7 anni dal momento in cui si decide di uscire dal mondo del lavoro.

L’importo dell’assegno viene calcolato con gli stessi criteri utilizzati per il calcolo della pensione.

Altre opzioni per risparmiare più di 5 anni

Esistono altre opzioni che permettono di andare in pensione con addirittura più di 5 anni in anticipo rispetto ai 67 di anzianità.

Una delle modalità è l’Isopensione, ora prorogata fino al 2023. Scegliendo questa opzione è possibile abbandonare il lavoro fino a 7 anni prima rispetto al raggiungimento dei requisiti.

Isopensione può essere usufruita dai lavoratori dipendenti a spese dell’azienda per cui lavorano. Viene utilizzata soprattutto per le aziende in difficoltà per evitare il licenziamento dei dipendenti.

La scelta dell’isopensione è dedicata a tutte quelle aziende con più di 15 dipendenti che abbiano anche con un accordo con i sindacati.

L’azienda in questo caso, continuerà a versare i contributi per i lavoratori che accedono alla misura, pagando al lavoratore tutto il periodo di esodo.

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