Da qualche anno il mondo del lavoro è stato travolto dalla Gig Economy dividendo l’opinione pubblica e l’economia.

Cos’è la Gig Economy

Nonostante l’arrivo della Gig Economy sia un fenomeno relativamente recente, negli ultimi 10 anni è cresciuto e si è strutturato in modo davvero veloce.

Si tratta di un’economia prodotta dallo scambio di prestazioni lavorative di autonomi che mettono a disposizioni di privati ed aziende i loro servizi.

Questo fenomeno ha gradualmente portato ad una “parcelizzazione” del del lavoro, trovato attraverso strumenti digitali che sostituiscono gli intermediari professionali.

Si parla quindi di un’economia del lavoretti, con lavoratori a breve termine o a progetto, sottopagati e con poche tutele.

Uno dei motivi della sua presenza è quindi l’insistente inserimento del digitale, ma anche e soprattutto il cambiamento che in questi anni ha subito il mondo del lavoro. Con questa situazione, la Gig economy ha semplicemente abbattuto molti costi per alcuni tipi di servizi.

Un settore da regolamentare

La Gig economy è un’economia dove i lavoratori godono di autonomia, ma di fatto, non possiedono la forza contrattuale e l’indipendenza economica tipica di un lavoro autonomo o dipendente.

Questo è il motivo per cui molti Governi , tra qui anche l’Italia stanno puntando alla regolamentazione di questo fenomeno.

Da anni infatti, si invoca la questione della tutela dei lavoratori, ma anche quello degli imprenditori che operano in questo settore costretti a subire una concorrenza senza regole.

Oltre che gli autisti di Uber e i riders delle piattaforme delivery, la gig economy con il tempo si è allargata anche ad altri settori, come il mondo dei traduttori, grafici, web designer o fotografi.

Pro e contro

All’interno della Gig Economy, il tenere un rapporto di lavoro come autonomo, pretendendo di imporre tariffe e controllando prestazioni, porta inevitabilmente ad un abbattimento del costo del lavoro, ma azzerando anche tutti gli oneri contributivi e le tutele.

Questo nasconde svantaggi per il lavoratore, ma vantaggi per chi propone il lavoro, visto che offre al cliente finale un servizio al costo decisamente più basso di quello che può offrire un normale imprenditore con dipendenti.

Il prepotente inserimento della tecnologia che si nasconde dietro il fenomeno della Gig economy ha quindi reso più economici e più accessibili diversi servizi. Fatto questo che anche se sfruttato, viene valutato come una sorta di perfezionamento del mercato.

Un sistema che se non rigorosamente regolamentato, danneggia sia chi lo accetta, svendendo le sue prestazioni, ma indirettamente anche tutti gli operatori di quel settore.