Alcuni edifici pubblici e privati in Italia dovranno essere rinnovati, ecco cosa dice la direttiva europea.

È quanto contenuto nel testo sulle prestazioni energetiche. Dall’Europa arriva la notizia di una stretta sulle emissioni per quanto riguarda le case italiane.

 Il testo della direttiva europea rientra nell’idea di ’efficientamento energetico degli edifici che  dovrebbe ricevere il via libera il 24 gennaio.

Una volta arrivato il via libera, per alcuni edifici viene imposto l’obbligo di ristrutturazione. Anche se non ci sono date ufficiali, dalla bozza del testo si prevede che entro il 2030 tutti gli immobili residenziali e non, devono raggiungere la classe energetica E.

Non solo, lo stesso  punta a procedere annualmente verso un efficientamento energetico che nel lungo periodo, ( entro il 2040-2050 ) dovrebbe portare gli edifici a emissioni zero.

L’obiettivo della direttiva europea

L’obiettivo europeo è quello di ridurre l’inquinamento legato agli immobili, spingendo l’Europa verso un’edilizia green.

Questo significa che in meno di 10 anni, l’Italia deve raggiungere l’obiettivo, ma nella penisola sono molte le case vecchie il cui costo di ristrutturazione ed efficientamento energetico è piuttosto alto.

La direttiva ha quindi l’obiettivo di ridurre l’inquinamento generato dagli edificiresponsabili di oltre un terzo delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea.

Cosa cambierebbe per l’Italia

Questa transizione, seppur giusta, comporta costi piuttosto significativi per l’Italia, che possiede un settore immobiliare vecchio. Con l’approvazione della direttiva europea,  in meno di dieci anni si chiede quindi ai proprietari di intervenire sulle loro case e ristrutturarle. Questo senza adeguate agevolazioni, porterebbe il costo dell’operazione ad essere elevato oltre che a ricadere in modo significativo sui cittadini.

Per gli edifici pubblici di nuova costruzione, a partire dal 2028, sarà di fatto, obbligatoria una pianificazione a emissioni zero. Mentre per gli edifici privati l’obbligo scatterà nel 2030. Rimangono fuori dagli obblighi di ristrutturazione, almeno per il momento, gli edifici di culto, gli edifici storici e altre tipologie di fabbricati.

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