Lo sblocco dell’Ucraina è ormai cosa nota e questo starebbe portando dei cambiamenti nei prezzi degli alimenti, ecco perchè.

Sono ormai passate quasi tre settimane da quando una nave carica di grano ha lasciato il porto di Odessa per raggiungere il Mediterraneo. Da quel giorno, altre navi cariche di merci stanno raggiungendo l’Unione Europea, il Medioriente e l’Africa settentrionale.

Per le economie occidentali gli arrivi dall’Ucraina sono determinanti, soprattutto dopo le numerose difficoltà nel trovare prodotti e alimenti dall’est Europa.

A partire dal grano, che rappresenta una delle fonti di sostentamento principali soprattutto per le realtà più povere.

Riparte l’export dall’ucraina, come cambiano i prezzi

È chiaro che lo sblocco delle partenze dei cereali potrebbe quasi sicuramente avere ripercussioni positive anche nel nostro Paese.

Infatti, negli ultimi mesi tra inflazione e siccità le famiglie dovuto sopportare l’aumento dei prezzi di molti alimenti: dalla verdura alla frutta, passando dal latte e farinacei, molti hanno cominciato addirittura scarseggiare, diventando introvabili.

Ora però che le esportazioni stanno andando avanti e i costi dovrebbero tornare a livelli normali. La notizia confermata anche dalle associazioni di categoria prevede un abbassamento di prezzo su prodotti a largo consumo come, pasta e pane.

Ripartenza export Ucraina, i benefici

Dopo l’arrivo del primo carico da 15 mila tonnellate di semi di mais nei porti italiani, sono previsti nuovi sbarchi per navi cargo con l’olio di semi di girasole e il grano.

Rispetto all’olio di semi, il nostro Paese è sempre stato molto dipendente dalle esportazioni provenienti da Kiev, per questo con i nuovi arrivi si avranno benefici diretti su tutti i prodotti associati, sia per i cittadini che per le imprese agricole.

Questo beneficio sarà collegato ovviamente a migliaia di allevatori che dovrebbe essere tra i primi a sentire la una discesa del costo in particolare del mangime per gli animali.

Insomma, una vera boccata d’ossigeno per gli imprenditori del settore, che potranno così tornare ad utilizzarlo in maggior quantità, abbassando come conseguenza i costi di produzione con ripercussioni dirette anche sui prezzi dei beni al supermercato.

Ovviamente la discesa dei prezzi dovrà scontrarsi con il problema dell’inflazione, ma sarà comunque un sollievo per le tasche delle famiglie più in difficoltà.

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