La decisione storica della Banca Centrale Europea che ha previsto un primo aumento dei tassi dal 2011 si rifletterà sulle tasche di cittadini e imprese.

Ormai è chiaro la decisione della Bce di alzare i tassi di interesse di mezzo punto si abbatterà inevitabilmente su famiglie e imprese.

L’inflazione porta il tasso principale allo 0,50%, quello sui depositi a zero e quello sui prestiti marginali allo 0,75%. La stretta avrà quindi conseguenze dirette anche su prestiti e mutui, rendendoli più cari.  

Di quanto sarà l’aumento di prestiti e mutui

Di fatto, l’aumento deciso dalla Banca Centrale Europea impatterà direttamente soltanto sui pochi mutui variabili indicizzati al tasso Bce.

Nel periodo dal 1° al 21 luglio, l’Euribor a un mese è salito da -0,51 a -0,26%, mentre quello a tre mesi è passato da -0,18 a +0,13%.

Questo indicativamente significa che su un mutuo da 200mila euro a  20  anni, per ogni 25 centesimi, l’aumento della rata sarà di circa 18 euro al mese.  In egual modo, per lo stesso mutuo a 30 anni l’incremento sarà di 24 euro ogni 25 centesimi. Aumento che potrebbe arrivare a 48 se l’Euribor decidesse di assumere tutti i 50 centesimi di rialzo.

Non crescono solo i prestiti privati, ma aumenta anche il costo del debito pubblico

Gli interventi stabiliti dall’Eurotower potrebbero causare anche l’aumento del costo del debito pubblico.

Infatti, con la crescita dei tassi, gli Stati che per finanziarsi emettono titoli di debito, dovranno offrirli con interessi più alti.

Un meccanismo questo che potrebbe comportare un carico non da poco della situazione economica per quei Paesi già molto indebitati, come l’Italia.

Il futuro dell’Europa per la Bce, cosa potrebbe succedere

In alcuni Stati come l’Italia, gli aumenti per i contribuenti potrebbero rivelarsi addirittura maggiori. In ogni caso, al momento la Bce ha affermato che i prossimi rialzi dei tassi saranno in base all’inflazione e ai dati macroeconomici e decisi volta per volta.

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