In Italia, l’importanza dei marchi internazionali e la capacità di attrarre investitori stranieri, aiutano a caratterizzare una parte del tessuto produttivo e contribuiranno nella determinazione del futuro e dello sviluppo nazionale.

Il valore delle multinazionali in Italia:

Infatti, dalle multinazionali estere si ricava il 47,7% delle importazioni e il 28% dell’export italiano. Il valore strategico della loro presenza nel Paese si evince anche da fattori, come l’occupazione che si posiziona al 72% degli addetti delle aziende a capitale estero.

Inoltre, la loro presenza sul territorio, oltre a guidare la transizione verso il futuro, rappresenta un toccasana per le imprese locali, perché per ogni euro delle multinazionali investito, le pmi locali ne guadagnano 3,3.

In questo contesto, risulta necessario aprirsi alla globalizzazione e alla competitività in modo bilaterale, portando l’Italia nel mondo per rispondere alla crescente domanda dei prodotti mostrata a livello internazionale, ma anche attrarre il capitale estero in Italia, con cui partecipare alla formazione del valore e creare crescita e lavoro per i cittadini.

Quindi, la competitività della nazione non si valuta solo dai beni che è capace di produrre, ma anche dai capitali che è in grado di attrarre.

Perchè gli investitori scelgono l’Italia:

Per misurare il grado di attrattività del sistema Italia, l’Associazione fra le Banche Estere in Italia, AIBE, ha rilevato attraverso uno studio, cosa apprezzano gli investitori stranieri della nostra nazione.

I settori che più destano interesse sono quelli della moda, il lusso, il settore immobiliare, il turismo ma soprattutto la manifattura con la meccanica, l’elettronica e la logistica.

Chi scegli di investire in Italia, lo fa perché rappresenta la seconda potenza manifatturiera, dopo la Germania ed ha una grande tradizione di export, oltre che essere il terzo Paese per Pil dell’eurozona.

A questi, si aggiunge anche l’immenso tessuto di piccole medio imprese, con la qualificata manodopera che permette alle multinazionali di creare distretti industriali e filiere.

Quali sono i problemi e i rallentamenti:

Questi sono i motivi per cui a livello internazionale l’Italia si posiziona come il 18esimo Paese più attrattivo del mondo anche se, secondo un report realizzato da Confidustria in collaborazione con l’Istat, la nazione non dimostra grandi capacità di conquistare la fiducia degli imprenditori d’oltreconfine.

I problemi sono principalmente legati a fattori indipendenti ed esterni dall’attività imprenditoriale, come la lentezza della giustizia, un sistema fiscale e burocratico lento e complesso ed un quadro normativo che frena gli investimenti.

Le possibili soluzioni:

In un contesto già appesantito dall’emergenza coronavirus, per rendere l’Italia più attrattiva e migliorare le condizioni di impresa per tutti gli operatori economici, il report “ Grandi imprese estere in Italia” ha suggerito alcune mosse.

In attesa dei miliardi in arrivo dal Recovery Fund è necessario indirizzarsi vero un processo di fidelizzazione con gli investitori, attraverso la collaborazione tra istituzioni locali e sistema industriali, puntare al miglioramento della reputazione, contribuire al rafforzamento della competitività.

Il tutto, senza dimenticare la sostenibilità economica, ambientale e sociale sperando in un uso accorto dei fondi europei.

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