In Italia, il mese di agosto è il periodo in cui la maggior parte dei lavoratori dedica alle ferie, ma questo “generale assenteismo” potrebbe non fare bene alla produttività del Paese.

Italia chiusa ad agosto, le origini

Quelle delle ferie in agosto è una consuetudine piuttosto antica, che risalirebbe agli Antichi Romani. In quei tempi, infatti, la maggior parte delle persone si dedicata all’agricoltura, in particolare quella del grano. Raccolta che avveniva a luglio ed agosto diventava automaticamente un periodo destinato al riposo, tanto che l’imperatore Ottaviano Augusto designò ufficialmente questo mese come periodo dedicato alle ferie. Successivamente, la Chiesa ha fatto coincidete la festività con il Giorno dell’Assunzione del 15 agosto.

Questa abitudine ha resistito fino ad oggi, anche a causa di altri fattori tra cui: Nel periodo del boom industriale molte fabbriche avevano l’abitudine di chiudere la settimana di Ferragosto, spingendo anche tutto l’indotto a fare altrettanto. Nel ventennio fascista invece, il regime, favoriva con sconti sostanziosi le brevi gite dei lavoratori a cavallo di Ferragosto (13-14-15 agosto). Non solo, ma a differenza che in altri paesi europei, le ferie scolastiche in Italia sono quasi tutte concentrate in estate. Per le famiglie con bambini le possibilità di compiere viaggi nel resto dell’anno sono quindi limitate.

Gli svantaggi della concentrazione delle chiusure aziendali e delle vacanze

L’antica tradizione di concentrare le vacanze in questo mese comporterebbe degli svantaggi sia per i lavoratori che gli stessi datori di lavoro.

In particolare, per i lavoratori, infatti, prendere le ferie in agosto significa:

  • Andare in vacanza in un periodo in cui le mete turistiche sono decisamente molto più affollate;  
  • Scegliere il periodo in cui tutto costa di più perché agosto è considerato un mese di alta stagione;
  • Riposarsi durante un mese considerato a livello climatico uno dei peggiori, rispetto a giugno o settembre;
  • Per chi sceglie una meta turistica estera ha una probabilità molto elevata di trovare altri italiani, alterando così l’atmosfera della cultura locale.

Anche dal punto di vista aziendale chiudere in agosto può portare a non pochi svantaggi:

  • Anzitutto per un imprenditore diventa più complicato gestire il piano ferie e l’attività se tutti vanno in vacanza nello stesso periodo;
  • Per le aziende che in agosto decidono di chiudere uno o più settimana, significa far ripartire l’attività in settembre con qualche sforzo in più vista la mancanza di continuità; 
  • Al contrario, per aziende che scelgono di rimanere aperte in agosto diventa difficile preservare gli stessi livelli di produttività a causa, ad esempio, della chiusura di clienti o fornitori. Questo, oltre a minore produttività significa essere meno disponibili per i clienti che potrebbero così preferire alternative estere.

Scegliere di continuare la produttività anche in estate

Moltissime aziende stanno già valutando di riorganizzare il piano ferie, rinviando, anzi abolendo, la classica chiusura ferragostana. Ora che sembra che il lavoro stia arrivando, la tentazione per molti è quella di modificare abitudini consolidate e di tenere aperto in agosto le linee di produzione. Questo permetterebbe di non farci superare dalle altre economie, che al contrario sono attive tutto l’anno. Il problema è quindi capire se l’Italia riuscirà davvero ad evolversi, staccandosi da un tradizione così radicata come le ferie di agosto.

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