La recente normativa prevedrebbe il cambio di gestione dell’elettricità per i condomini a partire dal prossimo 1° gennaio 2023.

Molti i dubbi, le perplessità nonché le polemiche per la recente norma che regola il passaggio di milioni di famiglie italiane dal mercato tutelato a quello libero. ( Qui la differenza tra le due tipologie)

Non si parla delle utenze delle singole famiglie, ma dei contratti stipulati dagli amministratori dei condomini.

Infatti, proprio per questa categoria avverrà un cambio di contratto per le bollette dell’elettricità il prossimo 1° gennaio 2023.

Sarebbe di fatto, questa la data che metterebbe la parola fine al mercato tutelato per le palazzine. Stessa sorte anche per le microimprese con potenza impegnata fino a 15 kilowatt.

Energia, da mercato tutelato a mercato libero: i condomini protestano

Sostanzialmente il problema è iniziato quando attraverso i vari decreti non è stato prevista alcuna distinzione per le varie realtà condominiali.

Infatti, se per i proprietari di una classica abitazione, sia essa autonoma o aggregata in un contesto condominiale, la scadenza del mercato tutelato per le bollette della luce è fissata il 10 gennaio 2024, la stessa cosa non vale per i condomini.

I gestori delle palazzine, devono quindi affrettarsi per decidere che tipo di contratto sottoscrivere nel nuovo anno e con chi.

Il rischio maggiore è quello di trovarsi improvvisamente davanti a migliaia di offerte da cui scartare quelle senza garanzie e con la minima affidabilità.

Caro bollette, ecco cosa chiedono le associazioni di categoria per i condomini

L’Autorità statale che si occupa della regolazione del mercato concorrenziale per le forniture di energia elettrica, si trova davanti ad una situazione di difficoltà in cui molte non hanno scelto un venditore nel mercato libero 

Proprio per questo appare quanto mai comprensibile la preoccupazione crescente di molte associazioni di categoria che raggruppano i consumatori, soprattutto per condomini e microimprese.

In molti infatti, chiedono al Governo Meloni di intervenire quanto prima e rinviare la scadenza del 1° gennaio 2023 per il passaggio di questi soggetti al mercato libero. L’ipotesi potrebbe essere quella di slittare la scadenza di un anno, allineandola a quella per le famiglie, mentre per le medie e piccole imprese con una potenza impegnata superiore ai 15 kilowatt, la tutela del prezzo è già terminata il 1° gennaio 2021.

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