Questo sarà un Natale particolarmente costoso, ad annunciarlo sono molte associazioni.

L’effetto degli aumenti di materie prime, trasporti ed energia stanno indubbiamente facendo lievitare i prezzi di molti prodotti alimentari e non solo.

Quali prodotti vengono toccati dall’aumento dei prezzi

In particolare, Coldiretti ha ricordato che la dotazione delle materie prime ha raggiunto il massimo a livello mondiale da oltre 10 anni, chiedendo anche di intervenire e tutelare il made in Italy.

Per effetto di questa tendenza si prevedono elevati rincari sui prezzi delle materie prime alimentari. Tra i più pesati, quello dei cereali cresciuti del 22,4% rispetto allo scorso anno, dei grassi vegetali +74% e dello zucchero con +40%.

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Con le festività natalizie alle porte, l’aumento dei prezzi avrà ripercussioni anche sulle tavole delle famiglie italiane.

Un Natale più costoso

Secondo Codacons, a pesare di più sul Natale saranno una serie di prodotti legati tradizionalmente al Natale e ai suoi consumi.

Uno studio di Codacons ha registrato come a parità di consumi rispetto al 2019, questo Natale rischierebbe di costare 1,6 miliardi di euro in più solo per i generi alimentari, viaggi, regali e ristoranti.

In particolare, per colpa dell’aumento delle materie prime come, farina, olii e burro, ma anche i listini di pasta, pane, dolci, spumanti e vini, tra pranzo di Natale e cenone le famiglie spenderanno circa 100 milioni di euro in più.

Diminuiscono gli acquisti per i regali

Secondo Confcommercio invece, la spesa dei regali di Natale potrebbe scendere, proprio per effetto dei generali aumenti dei prezzi.

Per l’Ufficio studi, le famiglie diminuiranno gli acquisti natalizi con la spesa pro capite delle famiglie che scende a circa 158 euro in meno rispetto ai 164 dell’anno scorso.

Colpa anche dell’inflazione

A frenare la spesa, diversi fattori come il rincaro delle bollette, la sfiducia dei consumatori e la ripresa dell’inflazione.

Infatti, è già stato annunciato che l’inizio del 2022 porterà una stangata per gas e luce, con rincari del 50% del gas naturale e 17%-25% per l’energia elettrica.

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