In molti si aspettavano un allungamento dei tempi, ma la macchina di notifica e riscossione delle cartelle esattoriali sospese ripartirà il 1 maggio 2021.

La notificazione degli atti riguarderanno anche pignoramenti e avvisi di accertamento, annullando ogni agevolazione per i debitori che dovranno pagare le pendenze con lo Stato.

Ripartenza attività di notificazione

Grazie ai vari provvedimenti emergenziali emanati, il congelamento dell’attività dell’Agenzia delle entrate e Riscossione con la sospensione degli avvisi di debito e degli accertamenti risale all’8 marzo.

Da allora, si contano circa 35 milioni di cartelle esattoriali accumulate negli ultimi mesi. Un numero molto alto che riprenderà a viaggiare a partire dal 1 maggio 2021.

Il Decreto Sostegni ha infatti stabilito che le sospensioni scadranno alla fine di aprile quando inizierà ufficialmente la notifica di nuove cartelle. Invece, gli eventuali avvisi di accertamento e addebiti già notificati il cui pagamento era in scadenza dopo l’8 marzo 2020, dovranno essere pagati entro il 31 maggio 2021. Quindi, la scadenza entro cui pagare le rate sospese è quindi fissata per il 31 maggio in quanto queste verranno controllate dall’ente competente.

Dal 1 maggio partiranno anche le verifiche di inadempienza, ovvero tutti quei controlli effettuati quando le amministrazioni statali devono versare al contribuente un importo superiore a 5 mila euro. Importo erogato solo se lo stesso contribuente non presenta debiti.

Possibile rateizzazione

Alla luce dell’incertezza generale non è ancora chiaro se ci sarà o meno una nuova sospensione. L’unica cosa certa è che il versamento dell’importo dovuto potrà essere effettuato anche a rate, presentando una domanda di rateizzazione all’Agenzia delle Entrate e Riscossione.

Il decreto Rilancio ha inoltre esteso da 5 a 10 il numero massimo di rate, anche non consecutive, che in caso di mancato pagamento comportano la decadenza del piano di rateizzazione. L’agevolazione si applica a tutti i piani di rateizzazione concessi, fino al 31 dicembre 2021.