Sarà Bologna la prima a diventare “città 30” in Italia, ecco cosa significa.

La Giunta comunale di Bologna ha approvato le linee guida per la realizzazione del piano Bologna Città 30 che punta al miglioramento della sicurezza stradale e la promozione della mobilità sostenibile. Bologna sarà quindi il primo capoluogo italiano a introdurre il limite dei 30 Km/h sulla maggior parte delle sue strade, oltre quelle del centro storico. Solo poche, infatti, resteranno a scorrimento veloce, con limite dei 50 Km/h.

Bologna città 30, la prima in Italia

Il progetto della Città 30 è iniziato circa un anno e mezzo fa, grazie alla campagna delle associazioni cittadine riunite che ha raccolto migliaia di firme.

L’associazione, infatti, si è detta molto contenta per l’impegno dell’Amministrazione Comunale e si è resa disponibile per condurre la città verso un percosso che punta a coinvolgere l’intera cittadinanza per un cambiamento importante a livello urbanistico e non solo.

“Città 30”: ecco osa prevede il progetto

Il progetto Bologna Città 30 prevede un investimento di 14 milioni di euro destinati alla sicurezza stradale.

L’obiettivo, quindi, è rendere la città più sicura possibile attraverso campagne di comunicazione e di educazione stradale, l’installazione di nuovi segnali stradali, la creazione di nuove aree pedonali nei quartieri e la messa in sicurezza delle strade dove si registra un maggior numero di incidenti. Questo, accompagnato a controlli più frequenti anche con l’installazione di autovelox.

I vantaggi e i benefici delle città 30

Sapendo che nel decennio 2010-2019 solo nella Città di Bologna, si sono registrati 194 morti e oltre 260 mila feriti a causa degli incidenti stradali, è chiaro come diventare la prima “città 30” trova un primo vantaggio nel ridurre proprio questi numeri.

Di fatto, nelle città in cui questo percorso è già stato attuato i risultati sono piuttosto importanti. Ad esempio, nella città Helsinki, dopo l’introduzione delle zone 30, le vittime sono arrivate a a quota zero nel 2019, rispetto alle oltre 30 all’anno negli anni precedenti.

Bruxelles invece, nei primi mesi di città 30, aveva addirittura registrato un 50% in meno di morti e feriti gravi.  E’ chiaro come la scelta di un tale percorso possa non piacere a tutti, ma certamente rappresenta un toccasana per il benessere cittadino e soprattutto dei più fragili.

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