All’interno della Manovra di Bilancio è stata inserita anche una sanatoria per i bolli auto non pagati: ecco come funziona.

Tra i numerosi articoli della Legge di Bilancio del Governo Meloni, ancora in attesa dell’approvazione parlamentare ,ce n’è uno che interessa gli automobilisti in debito con il fisco.

Si tratta di una sanatoria dei bolli auto che non sono stati pagati dal 2000 al 2015. Quindi nella misure viene proposto che entro una certa somma non si è più tenuti a versare nulla.

Bollo auto non pagato, sanatoria fino al 2015

Essendo il bollo auto un’imposta di proprietà, se la misura all’interno della manovra dovesse essere definitivamente approvata, ci sarà lo stralcio dei carichi fino a 1000 euro, affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. Questo significa che la sanatoria varrà anche per tutti i bolli auto non pagati in questo lasso di tempo di importo fino a 1000 euro.

La misura vale anche per tutti gli automobilisti che non avendo pagato per più volte il bollo, hanno ricevuto più avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si ricorda inoltre, che la soglia dei 1.000 euro è intesa per ogni singolo carico.

Bollo non pagato dal 2016, rottamazione e rateizzazione

AL contrario, per tutti coloro che non hanno pagato il bollo auto dal 2016 in poi ( ovvero nel tempo non compreso dalla sanatoria) il Governo sta prevedendo l’introduzione della rottamazione delle cartelle esattoriali, offrendo uno sconto sull’importo totale, compresa la possibilità di rateizzare il pagamento.

Di conseguenza, attraverso una manovra agevolata, sarà possibile chiudere anche le pendenze non versate fino al 30 giugno 2022. In questo modo, il contribuente in debito potrà scegliere se optare per il piano rateale fino ad un massimo di 18 rate o versare la quota in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2023.

Nel momento in cui il contribuente preferisse la rateizzazione, dovrà presentare un’apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate. La prima tranche di pagamento è prevista per il 31 luglio 2023, mentre la seconda per il 30 novembre. Successivamente, a partire dal 2024, la cadenza diventerà trimestrale. In questo modo l’ultima delle 18 rate sarebbe da estinguere entro il 2027.

Auto in fermo amministrativo, le novità

Per quanto riguarda le automobili in fermo amministrativo, conseguenza del mancato pagamento del bollo arrivano alcune novità. Il provvedimento comporterebbe così l’impossibilità di rottamare o rivendere il mezzo, oltre che di utilizzarlo.

La novità che potrebbe essere introdotta dal governo Meloni,  prevede che già dopo il versamento della prima rata,  il mezzo oggetto della sanzione può tornare a disposizione dell’automobilista, che potrà guidarla. Al contrario, per altre azioni come la vendita o la rottamazione sarà possibile solo dopo il  pagamento dell’ultima rata.

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