Approvato il nuovo decreto semplificazioni che riscrive il calendario fiscale, spostando alcune scadenze.

Dal Consiglio dei Ministri è stato approvato un nuovo decreto legge che introduce delle semplificazioni in materia fiscale. In particolare, si interviene nel rapporto tra Fisco e contribuente in materia di imposte dirette e indirette. Il documento propone vari interventi che modificano e semplificano il calendario fiscale

Cosa prevede il restyling

Tra le tante cose, il nuovo calendario proroga il termine per le dichiarazioni IMU al 31 2022, anziché il 30 giugno 2022.

Per l’imposta di soggiorno invece, la nuova scadenza è prevista per il 20 settembre 2022. Stessa scadenza anche per trasmettere la LIPE.

Il provvedimento agisce anche sulla determinazione dell’imponibile IRAP, in particolare sulla deducibilità del costo del lavoro per dipendenti a tempo indeterminato, stagionale o parziale.

Calendario fiscale, le altre semplificazioni

I principali interventi di semplificazione del calendario fiscale contenuti nel decreto prevedono tra le altre cose anche:

  • La semplificazione delle procedure di modifica sia del domicilio fiscale che per l’erogazione dei rimborsi fiscali spettanti agli eredi;
  • Agevolazioni per la redazione dei bilanci delle microimprese e per la gestione degli errori contabili;
  • Semplificazioni delle modalità di deduzione dell’imponibile IRAP riguardo al personale dipendente;
  • Cancellazione dell’obbligo per CAF e professionisti di conservare i singoli documenti sulle spese sanitarie;
  • Semplificazione delle comunicazioni al Fisco sui trasferimenti di denaro attraverso intermediari bancari e finanziari;
  • Semplificazione dei modelli di dichiarazione IMU per gli enti non commerciali;
  • Viene introdotta la proroga automatica delle addizionali comunali IRPEF precedenti, con l’allineamento ai nuovi scaglioni previsti dalla riforma;

Modifica termini di scadenza della comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva

Con Il provvedimento vengono modificati i termini di scadenza legati agli INTRASTAT, ma anche quelle della comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA:

  • Per gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie si stabilisce che il termine attualmente fissato al giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento, viene spostato entro la fine del mese successivo al periodo di riferimento con l’invio telematico;
  • Viene posticipata al 30 settembre la scadenza per la presentazione della comunicazione dei dati della liquidazione periodica IVA relativa al secondo trimestre dell’anno.
  • Per quanto riguarda le fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2023, viene alzata da 250 a 5.000 euro la soglia di importo per cui è possibile effettuare il versamento dell’imposta di bollo entro il 30 settembre, ed entro il 30 novembre per il primo e secondo trimestre.

Controllo fiscale

Il nuovo decreto fissa a 5.000 euro il tetto sopra il quale scatta l’obbligo di segnalare al Fisco i movimenti in denaro, anche virtuali, da e per l’estero. Questo vale tutte le operazioni eseguite per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali, di società semplici e associazioni.

Di conseguenza, intermediari bancari e finanziari ed altri operatori finanziari che intervengono nei trasferimenti da o verso l’estero di mezzi di pagamento, dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni, effettuate anche in valuta virtuale, di importo pari o superiore alla nuova soglia.

Spese sanitarie, si punta alla precompilata

Infine, nel decreto Semplificazioni viene stabilito che dalla prossima primavera, per i contribuenti che presenteranno le precompilate attraverso un CAF o un professionista abilitato, non sarà effettuato alcun controllo formale sui dati delle spese sanitarie che non risultano modificati rispetto alla dichiarazione precompilata messa on line dall’amministrazione finanziaria.

Questo significa che il nuovo meccanismo prevede che il CAF o il professionista in possesso dei dati di dettaglio delle spese sanitarie trasmessi al Sistema TS ne dovranno verificare la corrispondenza con gli importi aggregati in base alle tipologie di spesa utilizzati per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

In caso di differenze, lAgenzia delle Entrate effettuerà il controllo formale relativamente ai documenti di spesa che non risultano trasmessi al Sistema tessera sanitaria. L’accettazione dei dati indicati dalle Entrate ne limita, ovviamente il controllo formale

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