Le esperienze enogastronomiche sono ormai parte integrante dell’esperienza turistica offerta dal nostro Paese, tanto che il covid non è riuscito a fermare la sua potenza economica e il suo appeal commerciale.

Rapporto sul Turismo Enogastronomico

Secondo il rapporto sul Turismo enogastronomico italiano 2021, l’ascesa del fenomeno sembra essere stata costante, nonostante l’emergenza covid.

In Italia quindi, non si viaggia solo per la bellezza dei luoghi, ma anche per scoprire i sapori, una realtà che negli ultimi anni si ritagliata sempre maggiore spazio tra i turisti.

In particolare, secondo il Rapporto, la crescita di viaggiatori enogastronomici è passata dal 30% nel 2018 fino al 55% nel 2021.

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Risulta chiaro come l’enogastronomia italiana sia uno dei punto di forza del Paese e, per questo, si sta pensando ad un piano d’azione dedicato al settore sul quale lavorare insieme ad altri Ministeri competenti, come quello dell’agricoltura.

L’intenzione del Ministro Garavaglia è quello di puntare sul valore dell’enogastronomia perché non è solo uno dei principali fattori attrattivi per i turisti stranieri del Bel Paese, che ogni anno assicurano consumi di spesa per circa 9 miliardi, ma rappresenta anche un veicolo importante per valorizzare le zone rurali del nostro Paese.

I turisti cambiano

Nonostante la pandemia abbia frenato la possibilità di vivere esperienze, i dati del rapporto raccontano un’attenzione particolare al tema, ma anche un nuovo profilo del turista.

Dall’iniziale approccio passivo, il viaggiatore ha sostituito la volontà di prendere attivamente parte alla visita, con forme di intrattenimento più coinvolgenti, diventando un elemento protagonista della visita stessa ed agendo in sintonia con la natura.

Raddoppia infatti, la percentuale di chi preferisce vivere esperienze all’aria aperta, mostrando maggior interesse alla sostenibilità e alla cultura dei piccoli borghi.

Inoltre, per i soli turisti esteri, affamati di food experience, vivere un’esperienza enogastronomica è il motivo principale per intraprendere un viaggio, tanto che il 53% dei turisti nel mondo mostrano un alto interesse per il cibo.

L’impatto della tecnologia

Oltre ai turisti, cambiano le modalità di prenotazione che richiedono necessariamente anche le possibilità di disdetta, ma soprattutto cambia quella di accesso all’esperienza che rappresenta un peso rilevante sia per la fase iniziale che per quella post esperienza.

La ricerca attraverso piattaforme digitali e social network continua ad essere piuttosto rilevante con Facebook ed Instagram prime in classifica e fondamentali per la fase successiva all’esperienza diretta, le uniche in grado di tenere un contatto diretto con il cliente.

Il futuro del turismo enogastronomico

Tutto questo dimostra che l’enogastronomia è in continua evoluzione e nei prossimi anni nuove proposte e nuovi segmenti probabilmente si affermeranno sul mercato.

In particolare, ad oggi i turisti più giovani, quelli del futuro, preferiscono risparmiare sull’alloggio ma non sul cibo che deve essere di tipico e di qualità.

Una tendenza chiave da seguire per costruire un’esperienza sempre più flessibile, anche per gli over 60 che ricercheranno esperienze legate al food in abbinamento al benessere e alla cultura.

Inoltre, rimanere al passo con i tempi sarà fondamentale visto che, i cosiddetti nativi digitali inizieranno a viaggiare nel prossimo decennio, organizzando la propria vacanza principalmente con il web.

Quindi, autenticità, tradizioni, esperienze, sostenibilità e flessibilità saranno i temi e le sfide sui quali fare leva per reinventare ed innovare l’enogastronomia italiana.