Un fondo a sostegno dei Paesi in via di sviluppo colpiti da disastri ambientali.

Nonostante, non siano stati fatti rilevanti passi avanti, durante la COP27 conclusa lo scorso 18 novembre, è stato istituito il fondo “Loss and damage” che sarà a disposizione degli Stati più poveri e maggiormente soggetti a disastri metereologici.

Anche se e non è la prima volta di un accordo simile a questo, l’istituzione di questo fondo rappresenta il risultato più concreto portato a casa al termine delle due settimane di COP27 in cui i rappresentanti di circa 200 Paesi si sono riuniti per stabilire obiettivi contro il riscaldamento globale.

Fondo Loss and Damage, cos’è e quali sono i pilastri del programma

Si parte dal presupposto che non è ancora stato definito quale sarà l’ammontare del fondo, così come non è ancora stato determinato chi dovrà pagare e chi potrà beneficiare delle risorse messe a disposizione.

Quel che fino ad ora è noto è che in passato, i Paesi membri dell’Unione Europea e gli Stati Uniti si erano fortemente opposti alla tesi che a pagare fossero gli Stati che hanno causato la più elevata produzione di emissioni nell’ultimo secolo. Questa clausola è stata quindi eliminata per poter siglare l’accordo.

Tra i pilastri dell’accordo ci sono anche mitigazione e adattamento. Con il  termine mitigazione sono comprese tutte le scelte volte a frenare il riscaldamento globale, diminuendo le emissioni in atmosfera dei gas serra che ne sono responsabili. Fare mitigazione, dunque, significa installare pannelli solari o pale eoliche, guidare auto elettriche, piantare alberi e fare qualsiasi altra scelta orientata alla decarbonizzazione. ( (qui articolo bonus fotovoltaico 2023)

Al contrario, l’adattamento consiste in tutte quelle tecnologie e processi che insieme riescono a limitare il possibile i danni provocati dagli eventi metereologici.

Con questi obiettivi nasce. Il loss and damage, che si dovrà concretizzare in un trasferimento di risorse finanziarie dai paesi industrializzati verso i paesi in via di sviluppo.

Quali saranno i Paesi beneficiari

Un altro aspetto che dovrà essere chiarito nel prossimo anno è quello riguardante la definizione di quali nazioni sono considerate a rischio e quali saranno i danni da risarcire.

I rappresentanti del Pakistan sono stati tra i più determinati nel portare avanti il negoziato. Anche diverse nazioni Europee, tra cui BelgioGermania, Scozia e Danimarca, hanno promesso di contribuire alla costituzione del fondo con un contributo volontario di poco più di 300 milioni di dollari.

In particolare, queste risorse andrebbero poi per la sottoscrizione di programmi assicurativi. Al contrario, la posizione italiana sul programma non è chiara. Infatti, non è stato  ancora deciso quante risorse il nostro Paese destinerà per il fondo Loss and damage, nonostante lo stesso ministro Pichetto lo abbia definito in una nota ufficiale come “il risultato più evidente di questa COP”.

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