Nell’era dei mercati mondiali, del social marketing, del turismo dell’esperienza, del consumatore alla ricerca di emozioni, la competizione nel mercato turistico non si svolge più tra singoli soggetti, ma tra destinazioni.

Il territorio diventa soggetto economico che opera in un ambiente altamente competitivo che va affrontato con le dinamiche della gestione aziendale.

I territori, al pari delle imprese, si trovano quindi a dover competere tra di loro tanto per attrarre investimenti di nuove attività produttive, quanto per attrarre visitatori se vocati al turismo, così come aree di tradizione industriale, ora in dismissione, si trovano a doversi riconvertire e riqualificare per mantenere il benessere del tessuto socioeconomico locale.

Tutto questo considerando che innanzitutto un territorio non è un’impresa, ma un insieme complesso di queste che si relazionano con un mix di interessi rappresentati da altri vari soggetti residenti nell’area.

Le basi dello sviluppo competitivo

Diventa fondamentale saper delineare una visione che, interpretando i vari trend, le nuove aree di bisogno, gli sviluppi culturali e multiculturali in atto, riesca ad immaginare uno sviluppo innovativo per l’ambito a cui ci si riferisce con attenzione massima alla sostenibilità delle scelte e al benessere diffuso.
E come l’impresa il territorio si trova a dover costruire al suo interno uno schema di gioco condiviso nel quale ogni pedina si muove consapevole del proprio ruolo e delle ripercussioni del suo agire sul sistema sviluppando la più ampia circolazione di informazioni e favorendo sinergie tra le varie componenti dell’ambito.

Alla stessa stregua dell’azienda è quindi indispensabile la presenza di figure adatte al ruolo di meta-management autorevoli e riconosciute, in grado di assicurare una guida sovraordinata del distretto economico rispetto ai diversi soggetti ivi operanti, figure che, non di rado, sono rappresentate da consulenti esterni al territorio.

Le caratteristiche distintive del meta-management sono essenzialmente da individuare nel saper imprimere al sistema un indirizzo strategico di fondo con una visione prospettica di ampio respiro, governare i processi politici e i rapporti di forza interni al sistema equilibrando la distribuzione di potere e la distribuzione delle risorse tra le diverse unità organizzative, porre attenzione alla crescita culturale e alla capacità strategica, organizzativa e operativa al massimo delle potenzialità locali.

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