Il nuovo Governo Meloni ha avanzato la proposta di introduzione del quoziente familiare in Italia.

L’introduzione del quoziente familiare è una delle più importanti novità del nuovo Governo. Di fatto, attraverso questo nuovo parametro, l’esecutivo propone di rivedere il sistema di tassazione per calcolare le agevolazioni che spettano alle famiglie, come l’assegno unico universale e il bonus bollette. In pochissime parole il quoziente familiare andrà così a sostituire l’indicatore socioeconomico, Isee utilizzato fino ad ora.

Quoziente familiare: cos’è

In poche parole, il quoziente famigliare non è altro che un sistema attraverso il quale vengono stabilite le aliquote d’imposta e le varie agevolazioni, basandosi sul numero dei componenti di una famiglia e sulla loro condizione (disabilità, famigliarità tra i componenti ecc.).

In linea teorica, adottando questo sistema, si riuscirebbe a raggiungere una maggiore equità. Non solo, ma in questo caso la dichiarazione dei redditi potrebbe anche bilanciare le regressività delle imposte indirette, che vanno a pesare soprattutto sui redditi più bassi delle famiglie.

Probabilmente, l’Isee continuerà ad essere utilizzato come base di partenza per introdurre il quoziente familiare. Infatti, l’indicatore Isee si basa proprio sul reddito complessivo di ogni singola famiglia: di per sé questo indicatore è già sufficientemente completo, perché prende in considerazione anche il patrimonio mobiliare e immobiliare

Questo significa che l’Isee, teoricamente si dovrebbe mantenere come un semplice strumento di politica assistenziale e non di politica familiare. Questo è il motivo per il quale alcune misure, dovranno necessariamente legarsi a delle riforme complessive della fiscalità della famiglia, che introducano il sistema di quoziente familiare, permettendo quindi di passare dalla tassazione individuale dei contribuenti alla tassazione per parti.

La tassazione per parti, cos’è

Il sistema della tassazione per parti prevede che ad ogni componente della famiglia debba essere garantito lo stesso ammontare di risorse prima e dopo il pagamento delle varie imposte. Per riuscire ad applicare questo modello, ci sono due possibilità:

  1. Splitting del reddito. Con questo sistema, i redditi complessivi dei due coniugi vengono divisi per due su cui viene applicata l’aliquota corrispondente al 50% del reddito;
  2. Quoziente familiare. In questo caso il reddito complessivo familiare viene tassato per quote, dividendo così il reddito complessivo per un quoziente. Quozionte che viene determinato basandosi sul numero di persone che compongono la famiglia e sulle caratteristiche dei componenti che costituiscono la stessa.

Quest’ultima soluzione è stata ampiamente adottata in sede comunitaria, come in Francia dove il quoziente familiare è ormai una regola di calcolo per molte cose.  Lo stesso sistema è stato intrapreso già in Portogallo dove lo splitting è obbligatorio tra i coniugi, in Germania e in Irlanda.

In quali occasioni potrebbe essere applicato il  quoziente familiare

Grazie all’introduzione del quoziente familiare in Italia ogni famiglia potrebbe risparmiare.

Molto semplicemente, il quoziente familiare permette l’applicazione dell’imposta sul reddito complessivo di tutti i membri della famiglia fiscale, composta dal contribuente, dal coniuge, dai figli e dalle eventuali persone invalide conviventi.

Ad esempio, una coppia sposata, con due figli, avrebbe diritto a tre quote: una per ogni coniuge e mezza per ciascun figlio. Infine, a parità di reddito familiare, se il numero dei componenti della famiglia aumenta, l’imposta dovrebbe diminuire.

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