Dopo lo shock delle chiusure e la rabbia per essere stati una delle categorie invisibili agli occhi del Governo, i lavoratori del mondo dello sport possono gioire per il primo contratto con tutele, contributi e flat tax per atleti ed allenatori.

La nuova categoria, il lavoratore sportivo

La rivoluzione nel mondo del lavoro parte quindi a seguito della pandemia che dopo aver accentuato le disuguaglianze sociali, spinge verso un allineamento dei diritti e delle tutele dei lavoratori dipendenti e degli autonomi.

L’idea dell’ex Ministro dello sport, Spadafora e condivisa dall’attuale Governo Draghi, consentirebbe a circa 500 mila lavoratori del mondo dello sport di poter accedere almeno ad un’assicurazione e l’iscrizione Inps. Una vera rivoluzione per chi lavora in questo settore.

Le categorie della riforma

Nella categoria dei lavoratori sportivi rientrano tutti quei soggetti che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso. Si parla quindi di istruttori, atleti, direttori tecnici, preparatori atletici, direttori sportivi e direttori di gara.

I rapporti di lavoratore sportivo potranno essere inquadrati come rapporti di lavoro autonomo o lavoro subordinato, anche nella forma di collaborazione.

In riferimento al contratto di lavoro subordinato, la riforma consente un termine finale non superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto di lavoro.

Flat tax al 15% e contributi

La riforma dello Sport diventerà realtà nel 2022 quando, contratti di collaborazione e rimborsi spese basati senza tasse e senza tutele saranno sostituite con la nascita ufficiale del lavoratore sportivo.

Per la nuova figura professionale saranno previsti obbligatoriamente contributi, con una flat tax al 15%. Ulteriore importante novità sarà il trattamento pensionistico per il lavoratori subordinati, in quanto a prescindere dal settore dilettantistico o professionistico saranno iscritti al fondo pensione dei lavoratori sportivi gestito dall’Inps.

Ad oggi infatti, i lavoratori del mondo dello sport non sono iscritti all’Inps tanto che, per l’erogazione del bonus dedicato, l’Inps ha dovuto incaricare la società Sport e Salute per bonificare mezzo miliardo di euro per circa 208 mila domande.

Obiettivi della riforma

La nuova riforma dello sport punta quindi a dividere il dilettantismo dal professionismo, con l’idea di non far pagare tasse per chi percepisce meno di 10 mila euro l’anno e di avere il 10% di contributi previdenziali.

Superata la soglia dei 10 mila euro infatti, scatterebbe automaticamente la flat tax sportiva del 15%, l’iscrizione all’Inps e un’assicurazione.

Quindi, per la prima volta verrà riconosciuta nell’ordinamento giuridico, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore dilettantistico o professionistico , il lavoratore sportivo, ovvero colui che esercita l’attività sportiva al di fuori delle prestazioni amatoriali.