Per l’inverno 2022 sono state definite delle limitazioni sul riscaldamento, ecco quanto si risparmia.

Nel decreto di inizio ottobre, sono state inserite una serie di regole di contenimento riguardo l’utilizzo del riscaldamento, durante tutta la stagione invernale.

Le regole del riscaldamento autunno/ inverno  2022-2023


Come già detto, per questa stagione invernale il riscaldamento avrà durata ridotta rispetto agli scorsi anni che si potrà tenere acceso in totale 15 giorni in meno:

  • L’accensione sarà prevista 8 giorni dopo rispetto alle date del 2021;
  • Lo spegnimento nel 2023 avverrà 7 giorni prima rispetto al 2022. 

Non solo, ma sarà inoltre, necessario abbassare la temperatura di 1 grado, con il totale giornaliero di accensione che verrà diminuito di un’ora al giorno. In alcuni casi sono previste delle eccezioni.

In totale, a seconda della zona climatica nella quale si abita, i riscaldamenti resteranno accesi per un’ora in meno al giorno rispetto all’anno scorso. 

Le eccezioni

Nel caso di situazioni climatiche severe, le autorità comunali potranno stabilire l’accensione degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale, per una durata massima giornaliera non superiore alla metà di quella normalmente prevista. 

Nonostante le regole generali, esistono dei casi in cui la riduzione del periodo di accensione dei riscaldamenti può non essere rispettata. Si tratta di edifici considerati sensibili come:

  • Scuole materne e asili nido;
  • Piscine, saune e simili;
  • Ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili;
  • Strutture protette per l’assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici;
  • Attività industriali ed artigianali e assimilabili.

In questi casi quindi, le regole introdotte nel decreto del 6 ottobre non sono valide e possono quindi essere bypassate, aumentando i giorni di riscaldamento.

La stessa eccezione vale anche per gli edifici pubblici e privati che rispettano gli obblighi di utilizzo di impianti a fonti rinnovabili. Anche in questo caso le limitazioni sulla durata giornaliera possono non venire applicate esattamente come nei seguenti casi:

  • Gli impianti termici al servizio di uno o più edifici dotati di circuito primario, utilizzati per la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari e per mantenere la temperatura dell’acqua necessaria a garantire il funzionamento dei circuiti secondari;
  • Impianti termici al servizio di più unità immobiliari residenziali e assimilate che abbiano un gruppo termoregolatore pilotato da una sonda di rilevamento della temperatura esterna.

Quanto si può risparmiare con le nuove regole sul riscaldamento

L’introduzione delle nuove regole sul riscaldamento che fanno leva soprattutto su limitazioni all’utilizzo, potranno portare alle famiglie non poco risparmio.

Stando a quanto riporta l’indagine dell’Osservatorio SOStariffe.it, viene calcolata la possibilità di risparmiare fino a 265 euro sulla bolletta del gas nel corso del periodo di accensione dei riscaldamenti, grazie al taglio dei consumi. 
Risparmio che tocca anche le coppie che, con il taglio dei consumi potrebbero guadagnare circa 205 euro in bolletta, mentre per un single il taglio si potrebbe prevedere un risparmio di 80 euro.

Almeno su carta quindi, il piano di contenimento dei consumi potrebbe portare risparmi per le famiglie

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