Negli ultimi giorni la discesa del differenziale tra i titoli di Stato Italiani e quelli tedeschi, il più noto Spread incomincia ad avere effetti positivi per le tasche degli italiani.

Una discesa già registrata da qualche giorno, ma ulteriormente sentita con la nomina di Mario Draghi al Governo.

Proprio l’effetto combinato del calo dello Spread con la conferma da parte della BCE dei tassi di interesse stabili ed ai minimi storici, permette di ipotizzare un accesso più favorevole ai mutui.

Negli ultimi anni, la politica dei tassi bassi adottata dalla BCE ha favorito le richieste di mutui da parte di famiglie italiane ed europee che hanno potuto comprare casa, approfittando di tassi bassi mai visti.

Si parte indicativamente da tassi che variano da 0,15% per un prestito a tasso variabile, a 0,50% per un prestito a tasso fisso.

Le scadenze più utilizzate dalle banche italiane per i prestiti indicizzati, ovvero quelli mensili, trimestrali e semestrali variano tra – 0,56% e -0,53%,

Questo significa che grazie all’andamento dello spread e agli obbiettivi della BCE, le banche e gli istituti di credito sono in grado di offrire più facilmente mutui a tassi molto bassi.

Proiezioni future

Per quanto riguarda il futuro, stando alle proiezioni delle previsioni sull’andamento dell’indice trimestrale nei prossimi anni, il parametro dei mutui a tasso variabile rimarrà almeno per tutto il 2021 ancora negativo.

Infatti, sapendo che tra gli attuali obbiettivi della Banca Centrale Europea c’è quello di portare l’inflazione al 2% è possibile ipotizzare che i tassi potrebbero rimanere a questi livelli ancora per un periodo piuttosto lungo.

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