L’introduzione della settimana corta sembra avvicinarsi alla realtà anche in Italia.

4 giorni di lavoro e 36 ore settimanali: è la proposta messa sul tavolo da Intesa Sanpaolo, la prima banca in Italia che prova ad introdurre qualcosa che molti Stati Europei hanno già fatto, la settimana corta.

Al momento, la proposta è al tavolo delle trattative con i sindacati che ne valutano la flessibilità lavorativa. Infatti, i sindacati sembrano non aver accolto positivamente la notizia che accorcerebbe di un’ora e mezza l’orario settimanale.

Settimana corta, la proposta italiana

La settimana corta è stata appunto proposta dalla banca ora impegnata nel dibattito e trattative con i sindacati per la riorganizzazione e la flessibilità dell’orario del lavoro, compreso lo smart working.

La proposta prevede, a parità di stipendio, la riduzione dell’orario a 36 ore suddivise in 4 giorni alla settimana anziché 5 giorni.

Il giorno “libero” rimarrà però facoltativo e potrebbe e essere scelto dai dipendenti, in accordo con il responsabile e compatibilmente con le esigenze di organizzazione dei turni e di altre esigenze aziendali

Gli aspetti positivi e quelli negativi

La proposta di modifica del contratto di lavoro da parte di Intesa come detto, non è stata accolta a braccia aperte dai sindacati. Questo perché la proposta così com’è prevede sia vantaggi che svantaggi.

Tra i vantaggi, spicca su tutti la possibilità di godere di un giorno libero a settimana ed una riduzione netta dell’orario di lavoro di un’ora e mezza a 36 ore settimanali.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi, i sindacati l’ipotesi lamentano come questa idea non toccherebbe tutti i dipendenti, ma solo quelli che lavorano negli uffici. Questo determinerebbe quindi ad una disparità di trattamento tra impiegati delle filiali e delle centrali.

A questo si aggiunge, la richiesta dei sindacati orami avanzata da molto tempo di disciplinare quanto prima anche lo smart working, compresi i tempi di disconnessione e le questioni economiche

La settimana corta nel resto dell’ Ue

Ormai si parla da tempo di settimana lavorativa corta, ma l’argomento non ha mai stato davvero dibattuto nelle sedi politiche italiane. Questo significa che la proposta di Intesa Sanpaolo sarebbe un importante esempio anche per altre aziende.

In una parte dei Paesi europei invece, la settimana lavorativa di quattro giorni è ormai cosa fatta. Nel Regno Unito, ad esempio, per sostenere questa proposta è nato un movimento “4day week global, seguito anche da Australia, Spagna e Stati Uniti.

Tra tutte, però è l’Olanda a tenere in piedi perfettamente l’idea della settimana corta, 29 ore suddivise in quattro giorni, lo stesso lo hanno fatto Irlanda, Danimarca e Norvegia

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