Grazie alla riforma del mercato dell’energia, dal 2023 il canone rai non sarà più addebitato il bolletta.

Canone Rai in bolletta dal 2015

L’addebito dei 90 euro in bolletta, suddivisi in rate da 9 euro per 10 mesi è frutto della riforma voluta da Matteo Renzi nel 2015 per contrastare il problema dell’evasione.

Con l’introduzione della riforma era stato anche ridotto l’importo che inizialmente era di 113 euro l’anno. Ovviamente con la riforma del 2015 del canone in bolletta, il gettito riscosso è aumentato drasticamente, portando a diverse polemiche sulla fattibilità.

Tuttavia, queste soluzione secondo la Commissione Europea appesantirebbero le bollette dell’energia, diventando obiettivamente più care rispetto al consumo effettivo e per questo va tolto.

Dal 2023 canone Rai via dalla bolletta

La decisione rientra quindi, negli impegni presi dal Governo con l’Unione Europea nell’ambito del Pnrr. In particolare, il cambio di rotta è stato inserito nel contratto inviato a Bruxelles, con il divieto per i venditori di elettricità di addebitare somme che non sono strettamente connesse con il consumo di energia.

Quindi, nel caso dell’Italia il costo del canone tv che pesa sui conti dell’elettricità 9 euro al mese per 10 mesi che andrebbero definitivamente tolti.

Riforma del mercato dell’energia

Da Bruxelles, spiegano che la decisione comprende misure volte a garantire la diffusione della concorrenza nel mercato dell’elettricità.

Questo passa automaticamente dalla rimozione dell’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non legati al settore elettrico.

Con la riforma del mercato dell’energia, il canone Rai rimarrà, ma solo fino alla fine del 2022, successivamente dovrà sparire dagli oneri in bolletta.

Una direttiva che sarà appunto legata alla più ampia riforma del mercato dell’energia su cui è al lavoro l’esecutivo in queste settimane,

Nel 2023 la riforma provvederà un nuovo passo verso il percorso alla liberalizzazione dei servizi, ovvero il passaggio dal mercato tutelato, controllato dallo Stato a quello libero che si ispira ai principi della concorrenza con i relativi vantaggi e svantaggi.

Dal 2023 il canone Rai tornerà quindi ad essere un’imposta gestita in autonomia e slegata dall’utenza per l’energia elettrica.