Con l’arrivo della pandemia il potere di acquisto degli italiani è diminuito, portando le banche alla necessità di tutelarsi da possibili correntisti morosi.
Dal 1 gennaio 2021 infatti, sono entrate in vigore le disposizioni dell’Autorità bancaria comunitaria che modificano le regole sullo scoperto del conto corrente bancario dei privati e delle aziende.
Cambiando il regolamento dei default e delle sofferenze dei titolari di conto corrente, il rischio è quello di diventare morosi più velocemente di prima.
In particolare, con le nuove regole dettate dall’Autorità bancaria Europea, dopo 3 mesi o più di mancato pagamento, la banca classifica tutte le esposizioni a sofferenze, indicando l’interessato come “ cattivo pagatore” nei suoi bilanci.
Questa stretta creditizia porta a pesanti conseguenze come, l’impossibilità di richiedere finanziamenti, mutui o prestiti per chi si è trovato con il conto corrente in rosso.
In base alle nuove procedure, per il rosso anche solo di 100 euro, che si protrae per tre mesi, la banca può segnalare il proprio cliente alla Centrale Rischi inserendo il nominativo nella casella “ debiti malati”.
Gli intermediari devono quindi classificare in stato di default il cliente che non adempie per tre mesi alle proprie obbligazioni creditizie,  sia quando l’ammontare dell’inadempimento è superiore al 100%, sia al 1% del totale delle obbligazioni creditizie vantate dalla banca.
Oltre all’impossibilità della richiesta di un finanziamento, se il conto corrente non è coperto da liquidità sufficiente, il rischio è quello di vedere bloccati gli addebiti automatici, usati per gli abbonamenti telefonici e le utenze domestiche.
Sulla base della nuova definizione, un debitore classificato a default, non è però automaticamente classificato anche a “ sofferenza” nella Centrale dei rischi.
Gli intermediari infatti, provvedono a segnalare una situazione di sofferenza solo quando ritengono che il debitore abbia gravi difficoltà, non temporanee, a restituire il debito.
Queste nuove regole non vietano però la possibilità sconfinamenti. Un servizio da considerare come una facoltà concessa dalla banca e non come un diritto del cliente.
Infatti, nel rispetto delle proprie policy, le banche possono consentire ai clienti di sconfinare oltre la disponibilità presente sul conto con l’applicazione di eventuali commissioni.
Alcune banche già da mesi hanno cominciato a sensibilizzare la clientela sui nuovi termini affinché si riducano il più possibile le situazioni morose e le sofferenze.

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