È operativa la piattaforma per richiedere il credito di imposta per gli interventi ambientali su immobili pubblici.

Arriva una nuova agevolazione fiscale, il bonus ambiente. Si tratta di un credito di imposta del 65% della donazione effettuata per le erogazioni in denaro destinato al finanziamento di interventi su terreni ed edifici pubblici.

Bonus ambiente, di cosa si tratta

Il bonus Ambiente viene emesso sottoforma di detrazione del 65% delle donazioni effettuate e destinate a bonifica ambientale, recupero aree dismesse, realizzazione aree verdi e opere anti-dissesto. ( Qui invece, il bonus fotovoltaico da installare sulla propria abitazione).

Per riuscire ad acquisirlo è stato emanato il DPCM 10 dicembre 2021, con 3 anni di ritardo rispetto ai 90 giorni previsti dalla istitutiva dell’agevolazione.

Stando a quanto riporta il provvedimento viene definito che “l’attuazione del credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, per interventi su edifici e terreni pubblici, ai fini della bonifica ambientale, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica”.

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In particolare, il provvedimento viene messo in atto per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018, riferito ad interventi su edifici e terreni pubblici, “ai fini della bonifica ambientale, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica”.

Bonus ambiente 2023, quanto possono recuperare e chi sono i beneficiari della misura

Il bonus Ambiente viene concesso ad un amplia platea di persone, quali:

  • Enti non commerciali;
  • Persone fisiche;
  • Titolari di reddito d’impresa.

Il credito d’imposta spetta invece,  nella misura del 65% delle erogazioni effettuate ed viene così riconosciuto:

  • Nei limiti del 20% del reddito imponibile alle persone fisiche e agli enti non commerciali;
  • Nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui ai soggetti titolari di reddito d’impresa.

Nel dettaglio, l’agevolazione è ripartita in 3 quote annuali di pari importo e, per i titolari di reddito d’impresa, è utilizzabile in compensazione tramite il modello F24. Inoltre, per i soggetti Ires, il credito non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Quali sono i progetti ammessi al Bonus ambiente

AI fini dell’accesso, l’agevolazione vale in caso di erogazioni liberali indirizzate al sovvenzionamento di interventi su edifici e terreni pubblici sulla base di progetti già presentati dagli enti proprietari; di seguito le tipologie di interventi finanziabili:

  • Rimozione dell’amianto dagli edifici, intesa come rimozione ossia eliminazione dei materiali contenenti amianto mediante asportazione, smaltimento e bonifica dell’area;
  • Bonifica ambientale, intesa come risanamento e riqualificazione di un’area contaminata da rifiuti o sostanze pericolose e dannose per la salute dell’uomo e per l’ambiente;
  • Recupero di aree dismesse, intesa come riqualificazione e riutilizzo di un’area non più adoperata, attraverso la ristrutturazione o ricostruzione di manufatti esistenti o la rinaturalizzazione a fini agricoli, ricreativi, sociali
  • Prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico, intesa come contenimento o rimozione dei fattori che determinano il fenomeno di dissesto;
  • Realizzazione o ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate, intesa come interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e periurbano;

Come detto sopra, il bonus spetta per le erogazioni effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018.

Come richiedere il bonus e quali sono le comunicazioni da fare

I beneficiari delle erogazioni liberali sono tenuti a comunicare:

  • Tutte le informazioni relative all’intervento, i fondi pubblici assegnati per l’anno in corso, l’ente responsabile del bene, nonché le informazioni relative alla fruizione in un apposito portale gestito dal ministero.
  • L’ammontare mensile delle somme ricevute nel mese di riferimento al ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare;
  • Gli importi ricevuti, nonché la destinazione e l’utilizzo delle erogazioni attraverso il proprio sito internet istituzionale;

Infine, per accedere al bonus è necessario attendere che siano caricati in piattaforma gli interventi finanziabili: entrando nel portale online, gli utenti possono vedere tutti gli interventi promossi dalle Pubbliche Amministrazioni, costantemente aggiornati dal MASE, e divisi per:

  • Tipologia;
  • Comune;
  • Provincia;
  • Regione.

Da qui, il donatore contatterà con procedura web l’amministrazione interessata per concordare importo e termini dell’erogazione liberale; il contributo andrà prenotato e comunicato al MASE, che entro 10 giorni fornirà l’esito della richiesta.

Come effettuare il pagamento per accedere al bonus

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, le erogazioni devono essere effettuate con sistemi di pagamento tracciabili (bonifico bancario, bollettino postale, assegni bancari e circolari, carte di credito, di debito e prepagate). Chiaramente, in caso di bonifico, i dati del conto devono coincidere con quelli del richiedente l’agevolazione.

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