Le imprese sembrano apprezzare il lavoro agile, prorogandolo nonostante la fine dello stato di emergenza

Nonostante la fine dello stato di emergenza, il nuovo decreto garantisce comunque alle imprese di ricorrere liberamente allo smart working, senza la necessità di un accordo aziendale o su base individuale, almeno fino al 30 giugno. Successivamente dovrebbero vedere la luce nuove intese per regolamentare la materia.

Il lavoro agile piace alle aziende, indagine di Aidp


Nove aziende su dieci sono convinte che lo smart working abbia portato dei miglioramenti strutturali. Al contrario, solo una realtà su dieci opta per scelte tradizionali, evitando questa nuova dinamica.

Un’ indagine condotta dall’Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale), in cui hanno preso parte circa 850 tra professionisti e imprese, indica che il  58% circa delle aziende ha dichiarato che “stanno trovando difficoltà ad assumere, o trattenere i dipendenti, se non viene garantitolo lo smart working”, mentre “oltre l’88% ha confermato che dopo la data del 30 giugno continuerà la possibilità di lavorare in smart working e da remoto, contro l‘11% che ha espresso un’intenzione contraria”.

In generale, viene adottato un sistema di lavoro ibrido tra modalità tra presenta e remoto. Il 38% delle aziende ha dichiarato che i dipendenti potranno lavorare da remoto almeno 2 giorni a settimana e il 14% almeno 1 giorno a settimana.

Negli altri casi, con percentuali minori, si va da 3 ai 5 giorni fino ad una presenza di un solo giorno al mese.

La ridefinizione dell’organizzazione lavorativa

La presidente nazionale Aidp, Matilde Marandola, spiega come l’evoluzione  delle modalità di lavoro smart è ormai entrata alle radici del sistema lavorativo, tesi sostenuta anche dai dati emersi dall’indagine.

In qualche modo, un modello di lavoro smart potrebbe servire a definire un nuovo equilibrio tra le diverse modalità di lavoro.

La ridefinizione dei tradizionali confini degli spazi e dell’organizzazione del lavoro presuppone e introduce il tema dell’autonomia e della responsabilità dei lavoratori a fronte di un minor controllo, cogliendo le opportunità e le sfide che il nuovo modo di lavorare sta offrendo.

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