In Gazzetta è stato pubblicato un decreto del valore di 1,5 miliardi di euro provenienti dal Pnrr, in favore all’installazione del fotovoltaico sui tetti delle imprese agricole.

Il Decreto del ministero delle Politiche Agricole sblocca 1.5 miliardi di euro da fondi del Pnrr, per l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle imprese, agroalimentari, agricole, zootecniche e degli agriturismi.

Con questa misura, l’obiettivo del Governo è quello di ridurre i consumi del settore agroalimentare, riqualificando le strutture produttive attraverso i tetti degli edifici arrivando così nel 2026 ad una potenza installata pari ad almeno 375.000 kW 

Come funziona la misura

Saranno selezionati e finanziati i progetti che prevedono l’acquisto e la posa in opera di pannelli sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, compresi gli agriturismi.

Inoltre, l’intervento potrà includere anche i costi di riqualificazione o ammodernamento delle strutture, con la rimozione dell’amianto e dell’eternit sui tetti ove presente, migliorando l’areazione e la coibentazione.

L’agrivoltico i fondi a disposizione

Pubblicato lo scorso 28 giugno, il decreto ministeriale, determina quelli che sono interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del Pnrr.

Se le risorse disponibili sono pari a 1,5 miliardi di euro, la spesa massima ammissibile per singolo progetto è di 750mila euro, nel limite massimo di 1 milione di euro per soggetto beneficiario.

AI fini dell’agevolazione, l’obiettivo finale da raggiungere, è l’installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, contribuendo così ad aumentare la sostenibilità, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore.

Il bando darà il via alla presentazione delle candidature dei progetti, successivamente nel momento cui è riconosciuto il contributo, i beneficiari avranno 18 mesi per la realizzare tutti gli interventi.

I soggetti beneficiari

Tra i soggetti che possono accedere al contributo a fondo perduto, troviamo:

  • Gli imprenditori agricoli, in forma societaria o individuale;
  • Le imprese agroindustriali, in possesso di codice Ateco;
  • Le cooperative agricole;
  • Sono invece esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, con un volume di affari annuo inferiore a euro 7.000.

Spese ed interventi ammissibili

Gli interventi ammessi all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Con questi lavori, inoltre possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione, anche al fine di migliorare il benessere animale;
  • Rimozione e smaltimento dell’amianto o dell’eternit dai tetti. Tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
  • Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto: la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste e dovrà essere realizzato attraverso tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Di seguito, tutte le tipologie di spese ammissibili per la realizzazione di impianti fotovoltaici:

  • Acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  • Sistemi di accumulo;
  • Costi di connessione alla rete;
  • Messa in opera e fornitura dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi.

Gli interventi non ammessi all’agevolazione

Nel decreto viene specificato che non sono ammesse alle agevolazioni interventi che prevedano attività su strutture e manufatti connessi a:

  • Attività nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue che generano emissioni previste di gas a effetto serra 
  • Attività connesse ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle;
  • Interventi connessi alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
  • Interventi, in cui lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.
  • I servizi di consulenza continuativi o periodici o connessi alla consulenza fiscale, alla consulenza legale o alla pubblicità;
  • acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
  • Acquisto di beni usati o in leasing;
  • Acquisto di beni e prestazioni non direttamente identificabili come connessi all’intervento di efficienza energetica o all’installazione dell’impianto per la produzione da fonti rinnovabili;
  • Acquisto di dispositivi per l’accumulo dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici già esistenti;
  • Lavori in economia
  • Pagamenti a favore di soggetti senza partita Iva.

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