Con il Decreto aiuti Ter sono state approvate misure per il sistema produttivo e il mercato del lavoro per fronteggiare il caro bollette.

Ci sono soprattutto azioni per contenere gli effetti negativi sulle casse delle imprese già messe a dura prova dall’aumento dell’inflazione, tra le misure approvate dal Decreto Aiuti ter.

Caro energia delle imprese: le novità

Di seguito alcuni interessanti punti per le aziende approvati nel nuovo decreto:

  • Nei mesi di ottobre e novembre è stato approvato un credito di imposta con aliquota al 40% per le imprese energivore e al 30% per imprese con potenza impegnata da 4,5 kw. Questo permette dei benefici a catena, allargati alle attività produttive e commerciali non classificate come energivore ed agli impianti di risalita,
  • Viene introdotta una garanzia statale gratuita sui prestiti alle imprese in crisi di liquidità per il caro bollette,
  •  Vengono prorogati i rimborsi per crediti non spettanti in ambito Ricerca e Sviluppo, dal 30 settembre al 31 ottobre.
  • Per cinema e teatri messi alla prova dal caro bollette sono stanziati 40 milioni, con tax credit da disciplinare in base ad un prossimo Dm. 
  • Previsto anche un contributo straordinario per gli enti del Terzo Settore pari al 25% della spesa per le bollette relativa ai consumi dell’intero 2022 per gas ed energia per usi diversi da quelli termoelettrici. In particolare, una norma prevede il supporto per le bollette degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi civilmente riconosciuti che gestiscono servizi per la disabilità. Questo se hanno subito un aumento dei costi energetici superiore al 30% nel terzo e quarto trimestre.
  • Infine, sono stati stanziati circa 190 milioni per il sostegno alle aziende agricole,  per la riduzione dei costi del gasolio agricolo, dell’alimentazione delle serre e dei trasporti.

Azioni per la tutela del lavoro

Per quanto riguarda il tema di tutela del lavoro, si parla di delocalizzazioni, per cui è previsto un rafforzamento degli strumenti già utilizzati dal Governo.

In particolare,  viene introdotta una modifica alla norma che comporta la revoca per le aziende di ogni beneficio statale ricevuto in caso di delocalizzazione che comporti il 40% di licenziamenti dei dipendenti.

Inoltre, in caso di mancata sottoscrizione del piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche il contributo da pagare è stato alzato del 500%.

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