Sono oltre 5 miliardi i crediti anticipati dalle aziende costruttrici ma mai sbloccate dalle banche.

Blocco cessione dei bonus edilizi

I numeri pubblicati dal Ministero dell’Economia rendono chiara la situazione del mercato dopo le ennesime modifiche delle legge.

A queste, si aggiungono anche le stime della Confederazione Nazionale Artigiani che raccontano l’impatto sulle imprese: 2,6 miliardi di crediti fiscali anticipati, con lo sconto in fattura e senza nessun incasso dei proventi delle cessioni. Il blocco più importante toccherebbe la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Secondo i dati del Governo, al 19 maggio risultavano in piattaforma circa 5,396 miliardi di euro presenti caricati dai cedenti, ma non ancora accettati di cessionari, ovvero dalle banche. Di questi, circa 3,684 miliardi riguardano il Superbonus 110%, mentre i restanti 1,491 miliardi sono riferiti agli altri bonus edilizi.

Il rischio per le imprese

Di fatto, i numeri presentati dal Governo e dalla varie associazioni di categoria, sono soldi anticipati dalle imprese e mai trasformati in liquidità.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, non c’è un termine entro il quale le banche devono rispondere alla domanda di cessione. Per questo motivo, si è creata questa delicata situazione.

Nonostante le nuove misure di flessibilità sulle cessioni previste dall’ultimo decreto, il nodo non sembra ancora essersi sciolto.

La nuova flessibilità, operativa dal 1° maggio 2022 infatti, si dovrebbe applicare solo alle operazioni con una prima cessione successiva a questa data. Questo significa che per i vecchi crediti bloccati, non cambia nulla.

Cercare di trovare una soluzione

Il rischio di fallimento per le aziende è reale e la Confederazione degli Artigiani ha quindi sollecitato il Governo una soluzione il più rapidamente una soluzione.

Sui nuovi crediti sarà necessario attendere ancora qualche settimana per capire se e come la nuova misura sarà in grado di sbloccare il mercato. Difficilmente infatti, questa norma potrà però avere un impatto immediato sui crediti già bloccati,

Pubblicità

Pubblicità