A partire dall’estate 2022 chi è in possesso di un biliardino, senza autorizzazione, rischia una multa fino a 4 mila euro.

Biliardino come il videopoker

Con le ultime disposizione dell’Agenzia Dogane e Monopoli, il biliardino potrebbe scomparire da spiagge, bar e più in generale dalle attività. Infatti, anche se gli apparecchi da gioco non erogano vincite in denaro, sono stati paragonati ai videopoker e per poter essere utilizzati servirà l’autorizzazione per la messa in esercizio. Stessa sorte anche per ping pong, flipper e freccette.

Questo significa che i possessori di biliardini, flipper e ping pong dovranno pagare una tassa dell’8% dell’imponibile medio forfettario, oltre al limite Iva e possedere un’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

A quanto ammonta la multa per chi non rispetta le regole

Per chi non rispetta le regole, il rischio è di incorrere in una multa fino a 4 mila euro. Anche per questo, molti possessori di biliardini per evitare l’immediata sanzione, hanno eliminato ogni tipo di apparecchiature dal loro locale.

Nel dettaglio, il decreto dell’Agenzia Dogane e Monopoli del 1° giugno 2021, aveva stabilito che dall’anno successivo, ovvero dal 2022, anche gli apparecchi che non erogano vincite in denaro avrebbero potuto essere installati solo dotati da un’autorizzazione. Entro il 30 aprile i gestori avrebbero quindi dovuto fare la richiesta di autorizzazione, esattamente come si fa per i videopoker.

Ecco chi rischia una multa di 4 mila euro

A rischiare la multa di 4 mila euro sono tutti i proprietari di biliardini e altre apparecchiature ludiche presenti in locali pubblici, stabilimenti balneari, circoli culturali e simili. Tra i giochi sottoposti a regolamentazione non si trovano solo i biliardini, ma anche molte altre categorie:

  • Calciobalilla
  • Tavoli da ping pong
  • Carambole
  • Biliardi
  • Flipper
  • Freccette

Di conseguenza, chi possiede queste apparecchiature senza il “nulla osta di messa in esercizio” rischia una multa fino a 4 mila euro. Questo sta costringendo i proprietari di molti locali  a pagare le tasse o a eliminare il gioco, molto spesso gratuito, a discapito dei clienti grandi.

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